LA VALLE. La Valle dà il buon esempio. La parrocchia locale ha messo a disposizione un alloggio, presso la canonica, per sei richiedenti asilo. La comunicazione è stata fatta al Comune (che ha aderito al progetto Sprar) dal parroco, l’ex decano della Badia don Franz Sottara. È stato così accolto l’appello lanciato dal consiglio pastorale decanale: "L’accoglienza, anche dei richiedenti asilo, è un dovere morale per ogni cristiano. La popolazione ladina ha una profonda tradizione cristiana. E infatti la gente è favorevole all’accoglienza”.

Invece, alcuni Comuni si sono espressi contro l’arrivo dei profughi. Un atteggiamento che fa discutere soprattutto dopo il secondo no di Badia allo Sprar. Ora però La Valle ha deciso di rispondere all’appello e ha messo a disposizione l’appartamento che il Comune potrà riservare ai richiedenti asilo.

L’Alta Badia è una vallata che può contare su grandi risorse naturali ed economiche, eppure non trova un’accordo sull’organizzazione dell’accoglienza dei 35 richiedenti asilo che le sono stati assegnati. Ancora La Valle aveva individuato un’ex pensione che sembrava essere una soluzione, invece sono sopravvenute difficoltà. Tutto annullato e si è pensato di ricorrere a quanto prevede il progetto Sprar. Ma anche qui non sono mancati i problemi: hanno aderito La Valle e Marebbe e, di recente, San Martino. Contrari Badia e Corvara. A proposito dei consigli comunali che si sono schierati contro l’arrivo dei profughi, il decano don Willeit ha dichiarato: “È prevalsa la paura, eccessiva. Siamo di fronte ad un fenomeno mondiale: non è possibile che una valle come l’Alta Badia, conosciuta per la sua elevata disponibilità di posti letto, continui a rifiutare un numero ridotto di profughi. La popolazione ladina è a favore dell’accoglienza. Mi auguro che i due Comuni di Badia e Corvara rivedano la loro posizione contraria". Badia ha ridetto no. Corvara ne ridiscuterà in consiglio a luglio. Sia Badia che Corvara dicono di non avere una struttura per l’accoglienza dei richiedenti asilo: "Può anche essere vero - aveva osservato don Willeit - ma perché si sono schierate contro la possibilità di ospitare, sui rispettivi territori, anche un numero ridotto di profughi?" L’unità pastorale della val Badia, come detto, aveva già preso posizione in merito all’accoglienza dei richiedenti asilo con una nota nella quale aveva espresso la sua opinione favorevole all’accoglienza. La Valle ha detto sì all’accoglienza. Ora, grazie alla parrocchia che ha concesso un alloggio di sua proprietà, ha fatto un ulteriore passo in avanti.

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