BOLZANO. La vittoria delle donne nel congresso di sabato che ha segnato la nuova stagione della Svp, con il rinnovamento dei vertici. Angelika Wiedmer ha sbaragliato la concorrenza e nella sfida a tre per i vice dell’Obmann Philipp Achammer è stata la più votata con 411 preferenze rispetto ai concorrenti Zeno Christanell (311 voti), e Christian Tschurtschenthaler (299 preferenze), rimasto escluso. La squadra dei vice di Achammer vedrà dunque Angelika Wiedmer, Christanell e Daniel Alfreider, il vice ladino (l’unico confermato). Le donne della Svp, guidate da Renate Gebhard, avevano puntato sull’elezione di Angelika Wiedmer, ma un risultato così brillante non era stato preventivato. Sindaco di Meltina dal 2010, 45 anni, tecnico di laboratorio prima e poi dirigente dello stesso Comune fino a quando si è dedicata a tempo pieno al ruolo di sindaco, sposata e madre di due figli, Angelika Wiedmer sostiene la linea del rinnovamento.

Addirittura prima nelle preferenze con due concorrenti di tutto rispetto.

«Una sorpresa totale. Speravo di entrare, non immaginavo con questo risultato. La mia candidatura era sostenuta dalle donne e dal Bezirk di Bolzano. Almeno 200 voti sono arrivati da fuori Bolzano. Ha contato il pressing delle donne e il fatto che come sindaco sono conosciuta dai miei colleghi».

Nel discorso al congresso lei ha parlato di famiglia, giovani, anziani che non devono restare indietro. Sono i suoi caposaldi politici?

«I giovani devono essere il primo pensiero quando prendiamo decisioni, perché riguardano il loro futuro, gli anziani dopo avere lavorato hanno diritto a una vita dignitosa. La famiglia deve potersi intrecciare con il lavoro: le madri abbiano davvero la possibilità di scelta tra impiego e cura della famiglia».

A suo parere quali dovranno essere i primi temi da affrontare nella Svp?

«Regolare subito la questione dei vitalizi, tornando indietro il più possibile rispetto alla legge del 2012, sostenendo l’impegno su questo fronte del presidente Arno Kompatscher. Stando in mezzo alle persone tutto il giorno so quanto rifiuto ci sia per i privilegi della politica. L’altro tema urgente è ristabilire il rapporto con le persone. La base vuole essere ascoltata e pretende trasparenza nelle decisioni».

Non c’è un partito ramificato sul territorio come il vostro. Come è possibile che la base chieda un rapporto più stretto?

«Perché negli ultimi anni è saltato il rapporto tra gruppi locali e partito centrale, il problema è lì».

Nuovi vice, con ruoli finora non di primo piano, accanto a un giovane Obmann. Non era scontato.

«È stata una scelta precisa. Dobbiamo rispettare quello che ci è stato chiesto: lavorare in modo diverso, tornare alle origini di partito veramente popolare. Insomma, tornare al senso del nome Volkspartei».

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