BOLZANO. Ora, finalmente, possiamo dire che la Provincia potrà incidere sul «caos Poste». Con un esborso di 10 milioni di euro l’Alto Adige seguirà direttamente il servizio di recapito, ma non solo. È prevista la consegna della corrispondenza e dei giornali sei giorni su sette, non potranno più essere eliminati gli uffici nei Comuni più piccoli e a Bolzano e Merano verranno aperti due punti di ritiro per shopping online ed e-commerce, come avviene da anni in alcune grandi città. Il fatto più importante, forse, è che sarà creato un centro di smistamento e distribuzione provinciale (in via Resia) e che la nostra posta non sarà più smistata a Padova o Verona, almeno nel medio periodo. L’accordo, a dire il vero, era stato dato per fatto già ad ottobre, ma la firma a Roma - con l'amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio - è arrivata solo ieri.

Smistamento e distribuzione. In concreto, per quanto riguarda la distribuzione, la cifra messa a disposizione dal bilancio provinciale è di 3,2 milioni di euro, fondi che verranno detratti dal bilancio dello Stato con la procedura prevista dall’Accordo di Milano. A questi si devono aggiungere altri 6,8 milioni sotto forma di ulteriori servizi, tra i quali spiccano la riapertura del centro di smistamento e distribuzione in via Resia e altre iniziative con una forte spinta alla modernizzazione, per un totale di 10 milioni di euro.

Personale e servizi aggiuntivi. Oltre alla creazione del centro di smistamento e distribuzione provinciale e alla garanzia del mantenimento dei 129 uffici postali che danno lavoro a 370 addetti e 503 postini (tra portalettere veri e propri e interni), l'accordo sottoscritto a Roma consentirà di aprire la strada per giungere in maniera graduale al pieno rispetto delle norme relative a bilinguismo e proporzionale. I postini saranno dotati di moderni strumenti digitali in grado di rendere molto più rapide e snelle le procedure, a tutto vantaggio della velocità e dell’accessibilità del servizio da parte dei cittadini. A Bolzano e Merano, infine, verranno aperti due punti di ritiro per shopping online ed e-commerce.

Una commissione paritetica vigilerà sull’Accordo. Questa nuova organizzazione del servizio verrà coordinata da un responsabile locale, mentre il monitoraggio sulla concreta attuazione dell’accordo sarà svolto da una commissione paritetica Provincia – Poste Italiane composta da 6 persone.

Basta chiusure degli uffici e lettere a Verona. «Il risultato più importante - ha commentato Kompatscher - è che in questo modo abbiamo la garanzia che nessun ufficio postale in Alto Adige verrà chiuso, e che l'occupazione in questo settore non solo non sarà a rischio, ma potrà beneficiare di un'ulteriore spinta alla crescita: a Bolzano, infatti, verrà realizzato il nuovo centro di smistamento e distribuzione che lavorerà tutta la posta locale, sino ad oggi gestita a Verona».

«Questo accordo - commenta l’ad di Poste italiane Francesco Caio - si inserisce nel percorso già avviato da Poste Italiane con i territori e le comunità, per servire i nuovi bisogni ed accompagnare il Paese verso l’economia digitale ed una maggiore competitività. La garanzia dell’universalità del servizio postale e la sostenibilità dell’impresa si rafforzano attraverso questi accordi, che valorizzano gli elementi distintivi di capillarità e prossimità di Poste ed il suo ruolo di azienda sociale e di mercato».

Sindacati alla finestra. Fabrizio Tomelleri, segretario della Slc/Cgil, per ora preferisce andarci con i piedi di piombo. «Il giudizio, complessivamente, è positivo ma ritengo sia stato un errore escluderci completamente dalle trattative. Il nostro contributo sarebbe stato prezioso. Premesso questo per riattivare l’ex Cpo di via Resia servono personale e investimenti mirati». Le cose, di sicuro, non cambieranno dall’oggi al domani.