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SAN LEONARDO IN PASSIRIA. Michael Haniger, il sub deceduto sabato scorso nel lago di Zoccolo in val d'Ultimo, è tornato a casa per sempre. Da ieri mattina riposa nel cimitero comunale di San Leonardo in Passiria, dopo aver avuto l'ultimo saluto dai congiunti, dall’intero paese, dalla Croce Bianca (presente anche il presidente provinciale), dalla Croce Rossa e dai colleghi del Soccorso acquatico Alto Adige (sezione di Merano), di cui Michael era un componente attivo e apprezzato.
Il corteo funebre si è mosso dalla piazza del Comune di San Leonardo. Dietro alla bara, caricata su un carro a ruote, i congiunti. Poi la lunga fila dei compagni di Michael: dalla Croce Bianca (compreso il gruppo giovanile) alla Croce Rossa, ai colleghi del soccorso acquatico. Erano tutti in divisa.
Poi centinaia di persone che hanno seguito il corteo funebre nel breve tratto dalla piazza del paese fino alla chiesa. Qui il parroco di San Leonardo, don Christian Stuefer, nell'omelia, ha ricordato la grande disponibilità di Michael nell'essere sempre a disposizione degli altri nel momento in cui si trovavano ad avere bisogno. Un giovane - Haniger avrebbe compiuto 32 anni il prossimo novembre - che aveva fatto del volontariato un impegno di vita.
Haniger era anche un dipendente della Raiffeisen Online, i cui funzionari erano presenti al funerale. Dopo la messa nella chiesa parrocchiale di San Leonardo, c'è stata la sepoltura nel vicino cimitero, con l'ultimo saluto a Michael e tanti abbracci, commossi, ai suoi congiunti, dalla mamma Annemarie al papà Robert, dal fratello Christoph alla compagna Resi.
La morte di Michael Haniger è stata causata, come noto, dalla velocità eccessiva con la quale il sub è risalito dopo un'immersione nel lago di Zoccolo.
L'autopsia, eseguita l'altro giorno dal dottor Mattia Barbareschi, ha evidenziato lesioni ai polmoni a seguito della velocità eccessiva di risalita da una profondità di circa 20 metri. Non risulterebbero anomalie nel funzionamento dell'attrezzatura di immersione. Michael - che era considerato un sub esperto, con più di 100 immersioni alle spalle - era componente attivo del soccorso acquatico provinciale. Non sapremo mai se la velocità di risalita sia stata causata da un malore o da qualche evento che ha potuto indurre Michael a non seguire la prassi.
Di certo, con la morte del 31enne se n’è andata una persona di rara sensibilità, sempre attenta e pronta ad aiutare il prossimo, ad intervenire se gli era possibile dare una mano o contribuire ad aiutare qualcuno. Un giovane che, oltre all’opera di volontariato prestata con la Croce Bianca, faceva pure il volontario con il Soccorso acquatico.
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