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BOLZANO. Per prima cosa mette le mani avanti, Ladinser: «Da adesso e fino al 24 pancia a terra per far vincere il sindaco. Poi..». E poi? «Chiariamo alcune questioni». La sensazione è che saranno molte. E una più importante delle altre: il patto resta tra Svp e Pd. Altri non ce ne sono per la Volkspartei. Perché c'è nervosismo in questi giorni nella stella alpina. Avevano blindato un accordo preventivo con Spagnolli e il Pd, il primo nella storia. Ma per firmarlo, la condizione era: fuori gli ecosociali. Patti chiari amicizia lunga. Ma poi sulla chiarezza è arrivato il risultato e l'esplicita volontà del Pd di far risalire la sinistra sul carro. E così anche sull'amicizia sono calate le prime ombre. Amicizia ancora ribadita. Ma sospettosa. Tanto che Klaus Ladinser, uno dei principali artefici dell'intesa "centrista" e che ha subito guardato con interesse alla civica artioliana che avrebbe dovuto sostituire Margheri & c. , dice adesso una cosa che ne sottende altre: «Abbiamo definito un patto noi e il Pd. E io mi tengo fermo su quello. Tutto il resto le considero chiacchiere elettorali. Dunque, faccio finta di non sentire...».
Fa finta di non sentire gli inviti e le belle parole tra Pd e ecosociali?
«Le considero tattiche. Ripeto: facciamo vincere Spagnolli e poi vediamo che succede».
L'idea che emerge è che il Pd voglia stringere un nuovo accordo con la sinistra...
«L'accordo l'ha con noi. E noi non ne abbiamo con la sinistra. Questo è il punto».
Si ferma qui?
«Dico che non è il caso di radicalizzare lo scenario delle alleanze. Ci sono due partiti di governo che vogliono governare, si è deciso di non coinvolgere le ali estreme. Tutto il resto è pieno di interrogativi».
Perché il Pd è tornato ai vecchi alleati?
«Probabilmente sono rimasti delusi dal primo turno. Lo siamo stati anche noi. Tutti ci aspettavamo di non perdere voti e invece è successo. Ma questo non vuol dire cambiare un'altra volta il quadro di una possibile giunta per la prossima legislatura. Pensiamo a vincere adesso».
Cosa pensa di un possibile referendum sulla questione Benko...
«Su singoli argomenti preferisco con dare un giudizio. Ho sentito tante cose, molte le condivido, altre no. Noto anche un certo nervosismo, si cambiano le ricette da un giorno all'altro... Su Benko tutti sanno come la penso».
A Laives la Svp è blockfrei..
«A Bolzano è impossibile. Mi sembrerebbe una contraddizione. Per questo neanche prendo in considerazione i nuovi scenari che mi si racconta stiano prendendo forma...».
Tra gli scenari c'è anche quello di una "simpatia elettorale" tra Lega e Svp?
«Nel ballottaggio ognuno vota chi vuole. I partiti non c’entrano. Ma un accordo tra noi e la Lega è fantascienza».
Che farete se sarà reso esplicito l'appoggio ecosociale al vostro candidato sindaco?
«Non facciamo niente fino al 24. Dal 25 vedremo cosa fare. Porteremo avanti il patto col Pd e il programma che abbiamo definito con loro. Con altri partiti non abbiamo firmato nulla. E non vogliamo di nuovo una giunta dove, appena si arriva a una possibile intesa, c'è subito qualche assessore che dice no...».
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