BOLZANO. Ha intenzione di candidarsi a sindaco di Bolzano?

A domanda diretta non risponde in maniera altrettanto diretta, ma il ragionamento fila lo stesso liscio verso una sola risposta plausibile.

Klaus Ladinser prende tempo, «siamo lontani anni luce dal momento in cui questo genere di decisioni vadano prese, per il momento sono il vicesindaco e continuerò ad esserlo, se poi il sindaco Spagnolli decidesse di candidarsi alle provinciali, proseguirò nel ruolo di “vicesindaco facente funzioni”». Una sorta di rassicurazione che però non esclude definitivamente la risposta positiva. Ma la questione non finisce qui: Ladinser ha già misurato il livello di consenso di cui gode in città con le primarie della Svp, che seppure non gli hanno dato abbastanza slancio per l’ingresso alla Camera dei Deputati, sono un patrimonio consistente se misurato sul piano municipale.

«In questi mesi di malattia di Spagnolli ho già svolto questo ruolo senza problemi, anzi credo di aver fatto un buon lavoro, sarà lo stesso anche in futuro, ma in ogni caso qualunque decisione arriverebbe solo dopo un confronto con il sindaco».

Una cosa intanto è assodata, Ladinser non ha intenzione di fare il salto per la poltrona in consiglio provinciale, «di questo sono sicuro, voglio restare in città, l’ipotesi di una mia candidatura ad ottobre è del tutto da scartare». La cosa non era mai stata del tutto chiarita pubblicamente, e aggiunge la tessera mancante al quadro. E questo è il nodo centrale del ragionamento: non restano altri sbocchi di carriera se non quello di sindaco, almeno nell’immediato futuro, secondo il presupposto che in politica sia quantomeno naturale tentare l’avanzamento di posizione. Ladinser sorride come chi viene colto con le dita nella marmellata: «potrei sempre scegliere di lasciare l’attività politica», afferma sfoggiando una calcolata indifferenza. «Tutto quello che ci sarà da comunicare, verrà reso noto al momento opportuno». Stop.

E intanto il caso diventa un ingranaggio in più da tenere in considerazione nel delicato calcolo di posizione tra chi sale e chi scende nel risiko della politica locale. La certezza che il vicesindaco ha intenzione di restare in città significa anche che una volta sciolto il nodo della candidatura di Spagnolli alle provinciali, si innescherà la reazione a catena che il mondo politico italiano teme: dopo un anno di interregno in attesa delle elezioni comunali anticipate, e soprattutto dopo un accordo che ha già portato un senatore italiano in parlamento col voto Svp, cosa potrebbe succedere se via Brennero decidesse di correre da sola, o addirittura di battere cassa per un’alleanza sul voto ad un sindaco tedesco?

Per non parlare del panorama che l’elettorato italiano eredita dalle recenti elezioni: con la destra frantumata, il Movimento 5 Stelle al 19% che già annuncia che presenterà un candidato sindaco, e l’incognita dell’elettorato Pd, che ha appena punito il partito con un calo di consenso del 7% rispetto alle precedenti elezioni politiche nazionali.

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