BOLZANO. La prima cosa che ha fatto, quando la polizia l’ha fermata, è stata esibire il pancione: «Sono incinta al quinto mese. Non potete arrestarmi». Ma la giovane ladra non ha fatto i conti con la determinazione degli agenti della Squadra Volante, coordinati da Andrea Canciani. Aritic Nevena, nomade di 20 anni, alla fine è stata portata nel carcere femminile di Trento. È stata fermata subito dopo aver messo a segno l’ennesimo furto in abitazione (la ragazza è nota alle forze dell’ordine da anni). Insieme a lei c’era una 12enne, che però non è imputabile vista la giovane età.

Ma facciamo un passo indietro: sabato pomeriggio, alcuni residenti di via Cadorna hanno visto uscire da un appartamento residenziale una nomade insieme a una bambina. Si sono insospettiti e hanno avvisato la polizia. Poco dopo, una pattuglia le ha fermate sulle Passeggiate del Talvera, mentre cercavano di fuggire. In un sacchetto sono stati trovati vari gioielli e denaro in contanti. Nel frattempo, una seconda pattuglia si è recata presso l’abitazione di via Cadorna, trovando una finestra sfondata e delle tracce di sangue. Il ladro, evidentemente, si era tagliato. Ed infatti, dopo un veloce controllo, i colleghi hanno confermato che la ventenne mostrava un taglio al braccio. Alla fine è crollata: «Sì, siamo entrati. Ma non abbiamo trovato niente». In realtà, qualcosa l’avevano “trovato” e anche rubato. La nomade probabilmente pensava di farla franca essendo incinta. Invece non è andata così: è stata accompagnata in carcere, dove verrà sottoposta a controlli medici. Visti i precedenti non le sono stati concessi gli arresti domiciliari. La bambina, invece, non potrà tornare dai genitori. È stata affidata ai servizi sociali.

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