MERANO. «Non sono abituato a produrre fumo, tantomeno per buttargli negli occhi degli elettori. Stiamo facendo quello che per vent'anni in città è mancato, ovvero la programmazione scolastica per il futuro». Alois Gurschler, assessore al sociale e alla scuola di lingua tedesca risponde in questo modo alle critiche, che nei giorni scorsi erano state avanzate dal Pd in merito all'operazione sottoscritta con i padri cistercensi di Stams per l'uso scolastico dell'ettaro di terreno agricolo a Maia Bassa tra chiesa parrocchiale e scuole medie Negrelli.

Assessore Gurschler, siamo sicuri che si tratti di una operazione conveniente?

«Pagheremo 33 mila euro all'anno per cent'anni, in cambio avremo un ettaro di terreno disponibile per costruire le nuove scuole elementari Pascoli e le medie Rosegger. Lascio a lei il giudizio».

Ma anche i cistercensi ci guadagneranno. Tra cent'anni avranno un terreno rivalutato perchè non più agricolo e un edificio scolastico in omaggio...

«Gli accordi non sono questi. I cento anni intanto sono rinnovabili, praticamente a tempo indeterminato. Dovremo però garantire l'uso sociale dell'area».

E se tra 50 anni la scuola non servisse più?

«Potremmo sempre trasformarla, ad esempio in casa di riposo. Dovremmo restituire l'area solo se la destinassimo a un'attività con scopo di lucro».

Però il valore del terreno, è indiscutibile, sarà molto più elevato.

«Il valore aggiunto, se il contratto sarà interrotto, verrà riconosciuto al Comune, anche questo aspetto sta negli accordi».

L'accordo c'è ma prima che si possa iniziare a vedere qualcosa di tempo ne passerà, non crede assessore?

«È evidente, ma non si tratta di fumo negli occhi. Per vent'anni Merano non ha programmato nulla nel settore scuole e quando si è insediata la giunta Januth questo era evidente. In Comune non si può lavorare a vista, gli interventi importanti vanno programmati nel tempo e servono anni per finanziarli. Noi abbiamo cambiato sistema avviando le procedure per le scuole di Sinigo, per costruire le nuove scuole materne in via Verdi e ora per il complesso scolastico di Maia Bassa».

Un bel programma elettorale, assessore...

«Ah certo, peccato che ne io, ne il sindaco Januth ci ricandidiamo».

Perchè oggi quella firma con i padri cistercensi?

«Solo con il diritto all'uso del terreno possiamo avviare uno studio di fattibilità e poi portare in consiglio comunale un progetto preliminare».

Parliamo di costi. Lei dice che è un'operazione conveniente. Perchè?

«Ampliare il complesso Wolkenstein-Galilei in via Toti avrebbe costi enormi, l'operazione alle caserme richiederebbe una spesa di almeno 5 milioni di euro da pagare in un colpo solo. Qui anticipiano 2 milioni e altri tre li paghiamo in 100 anni».

Il Pd vi accusa di correre troppo. Non siete neppure riusciti ad avere accesso al fondo di rotazione per la scuola di Sinigo.

«La consigliera Carbone fa finta di non sapere quali sono le procedure. Per avere accesso al fondo rotazione serve il progetto esecutivo, noi intanto per Sinigo siamo iscritti nella lista dei progetti in attesa. Quando il consiglio comunale approverà il progetto esecutivo che è in corso di realizzo, avremo accesso al fondo. Ora è impossibile».

E per la proprietà del San Nicolò in via Verdi?

«L'operazione prevede uno scambio. Noi riceviamo l'area e cediamo al San Nicolò la biblioteca di Sinigo, la scuola Giovanni XXIII e un maso a Maia Bassa. La differenza sarà pagata in denaro. Sono in corso le stime. Quando le avremo procederemo con lo scambio. Anche lì costruiremo scuole materne e risparmieremo gli affitti che oggi paghiamo all'Opera Serafica e all'Elisabethheim».

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