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BOLZANO. Lo scandalo Sel spinge Michl Laimer a gettare la spugna: ieri sera si è dimesso da consigliere provinciale. «Ho sempre agito nell’interesse della Provincia e non per interesse personale - ha dichiarato - ma ho commesso degli errori». In vista della prima udienza di lunedì prossimo, i suoi avvocati hanno già iniziato a tessere la tela del patteggiamento avviando i primi contatti con la Procura della Repubblica. Stessa strategia processuale che intende seguire anche l’ex direttore generale della Sel Maximilian Rainer. Gli ultimi risvolti emersi dalle verifiche telematiche affidate ai carabinieri hanno praticamente chiuso il processo. Ne sono consapevoli anche gli avvocati difensori dei due imputati che hanno già avviato i primi contatti con la Procura della Repubblica. L’obbiettivo è duplice: chiudere in fretta una vicenda destinata a creare molto imbarazzo e disagio a livello politico ed ottenere importanti riduzioni di pena per mantenere la condanna entro i limiti previsti per la sospensione condizionale, cioè i due anni. L’imputazione, soprattutto per l’ex assessore Laimer, è pesante. Si va dall’abuso d’ufficio continuato e aggravato, alla tentata concusssione, dal falso ideologico alla rivelazione di segreti d’ufficio. La posizione di Maximilian Rainer è leggermente più lieve in quanto non gli viene contestata la tentata concussione ai danni dell’imprenditore Hellmuth Frasnelli. Sono stati gli ultimi riscontri ottenuti dalla lunga inchiesta a far crollare le residue resistenze degli imputati. Dopo i riscontri telematici, l’ultimo colpo - forse quello decisivo - è stato inferto da Armin Kager, ingegnere, ex braccio destro di Maximilian Rainer ed attuale direttore generale della «Hydropower». E’ dal suo computer che gli inquirenti ottengono la prova che il 14 aprile 2006 (ben quattro mesi e mezzo dopo il termine della gara fissato al 30 dicembre 2005) Kager effettuò l’ultima variazione e l’ultimo salvataggio elettronico dei piani ambientali messi a punto dalla Sel nella gara per l’assegnazione di ben dodici concessioni per altrettanti centrali idroelettriche. Messo alle strette dal procuratore Rispoli, Kager ha ammesso di aver materialmente modificato la documentazione e ha raccontato di un incontro semiclandestino, avve nuto nell’ufficio dell’allora assessore Laimer lo stesso pomeriggio del 14 aprile 2006. Era venerdì santo. Nel palazzo provinciale non c’erano impiegati. Rainer e Kager si recarono nell’ufficio di Laimer ove da quattro mesi e mezzo erano «custoditi» i piani ambientali messi a punto da Sel nell’ambito delle gare per le centrali. Gli altri soggetti concorrenti avevano dovuto depositarli all’ufficio elettrificazioni, la Sel no. Dall’inchiesta risulta che poco prima del 14 aprile l’assessore Laimer abbia chiesto all’ufficio elettrificazione un riepilogo di tutti i piani ambientali consegnati dai soggetti concorrenti. Laimer li ottenne, in una cartella con la denominazione «segreto». Qualche giorno dopo, appunto il 14 aprile 2006, Rainer e Kager consegnarono a Laimer i nuovi piani ambientali della Sel, circa 900 pagine che andarono a sostituire l’originaria documentazione della società elettrica a capitale provinciale.
La Sel vinse tutte le gare. Secondo l’ingegner Kager la nuova documentazione non sarebbe stata decisiva in quanto la Sel, a suo parere, sarebbe risultata vincente comunque. Kager non rischia l’iscrizione sul registro degli indagati per concorso nei reati addebitati a Rainer e Laimer. La sua partecipazione avvenne da subalterno (il suo superiore era Rainer) ed il suo ruolo non può essere considerato decisivo. Oltrettutto in questo momento è uno dei testimoni preziosi a cui la Procura non intende ovviamente rinunciare.
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