PHOTO
LAIVES. Oramai non c'è quasi più strada in città a Laives che non sia caratterizzata da qualche rappezzo del manto di asfalto. Da ultimo, a dare il colpo definitivo lungo un tratto di via Noldin e quindi di via Pietralba, sono arrivati i lavori di posa della condotta per le fibre ottiche.
«In quest'ultimo caso però - chiosa il vice sindaco Bruno Ceschini - la ditta che ha eseguito lo scavo e l'interramento della condotta ha anche il compito di ripristinare il manto di asfalto. La garanzia è che lo farà per un'ampiezza di circa due metri e mezzo».
Per tutto il resto della rete stradale urbana, si va avanti in base alla disponibilità di soldi per il settore lavori pubblici ed è sempre il vice sindaco a parlare: «Purtroppo i lavori da fare lungo le strade comunali sono molti più dei soldi a disposizione. Avremmo un programma di riasfaltature che richiederebbe cifre consistenti; intanto andiamo avanti con quello che abbiamo e se riusciamo, entro fine anno o semmai nella primavera prossima, sistemeremo ad esempio via Armando Diaz, dove transitano parecchi mezzi pesanti. Come detto, i soldi sui capitoli delle asfaltature sono quelli che sono - sempre troppo pochi - e pocederemo a mano a mano che si liberano risorse».
Altro "nodo" annoso è quello della sistemazione del marciapiede lungo il lato est di via Sottomonte, un percorso oramai al limite della praticabilità causa buche e rappezzi vari. «Anche lì - continua Ceschini - stiamo procedendo con gli espropri e una volta completati potremo passare alla sistemazione». Effettivamente sembrava che la sistemazione del marciapiede fosse cosa imminente ancora lo scorso anno. Poi ci si è resi conto che parte del marciapiede sul lato est di via Sottomonte è ancora catastalmente proprietà dei privati e quindi, prima di poter intervenire lì, bisogna espropriarlo. È solo il caso di aggiungere che comunque i privati non possono accampare alcun diritto sul marciapiede: sono passati diversi decenni di utilizzo pubblico e oramai c'è l'usucapione. La rete stradale di Laives è molto estesa e di questo passo ci vorranno anni perché tutto venga sistemato al meglio. Se non altro però, occorre intervenire laddove le situazioni di degrado (e quindi di pericolo) sono maggiori, trovando i soldi per farlo.


