BOLZANO. Il messaggio che mandano è: «La Svp non rappresenta tutta questa provincia, è solo una parte, ma vuole una legge elettorale per fare il pieno dei parlamentari, condizionando con il Pd anche gli eletti italiani». Tutti i sedici consiglieri delle opposizioni in consiglio provinciale sono tornati alla alleanza più trasversale possibile per chiedere al Parlamento di non concedere alla Svp il sistema elettorale di 8 collegi uninominali regionali alla Camera con altri 3 deputati eletti con il proporzionale. Ieri per poco non sono riusciti a fare approvare in consiglio provinciale il «voto» con le 16 firme di Freiheitlichen, Stf, Verdi, Team A, M5S, BürgerUnion e Alto Adige nel Cuore: il «voto» è il documento con cui il consiglio provinciale invita governo e Parlamento a recepire una proposta. In questo caso, un collegio elettorale unico per l’Alto Adige e uno per il Trentino, con sistema proporzionale puro. La votazione è finita in parità, 16 a 16 (Svp, Pd). Documento respinto. «Non ci fermiamo qui», annunciano. Oggi verrà inviata la richiesta di audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera. La Svp con un occhio guarda alla legge elettorale nazionale (stallo fino a martedì) e con l’altra sogna ancora una soglia di sbarramento per le provinciali. L’altro giorno incontro riservato con il Pd.

IL PD IN VIA BRENNERO. Il 12 maggio il consiglio provinciale ha approvato la nuova legge elettorale provinciale: ancora un sistema proporzionale puro. Non è stato possibile per la Svp ottenere una qualche forma di soglia di sbarramento, misura avversata da tutte le opposizioni e giuridicamente come minimo complicata. Messa in sicurezza la legge per le provinciali di ottobre 2018, la Svp e il Pd si erano accordati per riprendere una verifica sulla soglia di sbarramento. A inizio settimana si è tenuto un incontro su questo tema, concluso in un nulla di fatto. Per la Svp c’erano Achammer, Kompatscher, Steger e Zeller. Per il Pd sono arrivate la segretaria Liliana Di Fede, la vice Nadia Mazzardis e il presidente del consiglio provinciale Roberto Bizzo, che per la Svp è come il fumo negli occhi, causa toponomastica. Assenti per impegni Carlo Costa e Christian Tommasini. Mentre la Svp ha rilanciato il tema della soglia di sbarramento, il Pd ha messo sul tavolo la richiesta di inserire nella legge per le provinciali la possibilità di collegamenti di lista. No secco della Svp, di fronte allo scenario di alleanze della destra tedesca. La discussione prosegue, ma senza grandi margini.

LE OPPOSIZIONI MOBILITATE. Per le opposizioni la battaglia più urgente riguarda la legge elettorale per le politiche, in discussione alla Camera. «Spiegheremo a Roma che in Alto Adige non esiste solo la Svp, che difende il suo potere», ha detto ieri Elena Artioli. Questa volta sarà più difficile rovesciare il tavolo, dopo il successo dell’audizione in Senato sulla legge Alfreider sui ladini. Ulli Mair, promotrice del documento: «I sudtirolesi hanno diritto a una rappresentanza equilibrata». Brigitte Foppa: «La Svp sostiene che i collegi servono per difendere la minoranza tedesca, ma difendono solo la Stella alpina». Il collegio unico, rimprovera Tommasini a Urzì, non garantirebbe probabilmente eletti italiani. La provocazione di Urzì: «Preferisco un eletto sudtirolese radicale, che un italiano del Pd che risponde alla Svp». Kompatscher e Steger hanno ammonito: «In Parlamento tecnicamente può procedere solo la proposta Biancofiore, che farebbe perdere due deputati all’Alto Adige. Noi proponiamo il Mattarellum, un sistema rodato, che aiuta la stabilità».

LO STALLO A ROMA. I collegi uninominali per il Trentino Alto Adige sono stati bocciati in giugno dall’emendamento Biancofiore-Fraccaro. Questo nodo blocca la discussione alla Camera su tutta la legge elettorale. Martedì la presidente Laura Boldrini risponderà al quesito del Pd su eventuali strumenti del regolamento per ripetere il voto sulla nostra regione o uscire dall’impasse.

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