BOLZANO. Un nuvolone nero si affaccia in piazza Mazzini, mentre il concentramento delle Sentinelle in Piedi è già iniziato, una grandine sottile, simile a neve comincia a cadere pesante sul traffico mattutino, in pochi minuti imbianca la strada e fa temere per il peggio, ma è passeggero.

Gli addetti al servizio d’ordine, con la pettorina gialla, ricominciano a dare disposizioni alle persone che via via arrivano: «A due metri l’uno dell’altro». Stabiliscono. Alla fine sulla piazza si forma un quadrato di una sessantina di persone in fila per sei.

Sono le 11 quando Giovanni Benussi si incarica di leggere il comunicato: «Il 26 gennaio inizia l’iter di approvazione del ddl sulle cosiddette unioni civili, e sottolineamo cosiddette perché questo disegno di legge strutturato per disintegrare la cellula fondamentale della nostra società ovvero la famiglia, di civile non ha nulla». Secondo Benussi il testo verrebbe presentato come uno strumento necessario a garantire dei diritti a una supposta categoria di persone discriminata per il proprio orientamento sessuale». Secondo Benussi «Non è così, il matrimonio non è negato a nessuno, purché si faccia un uomo e una donna».

«Estendere questo diritto a due persone dello stesso sesso significa ridefinire il concetto di matrimonio che si fonda sulla capacità di procreazione». Questa ridefinizione, secondo le Sentinelle, metterebbe in pericolo l’esistenza stessa della famiglia proprio perché « Mette in secondo piano lo scopo riproduttivo».

Le sentinelle sono state poi invitate a non rilasciare dichiarazioni, sottolineando come il silenzio sia l’arma migliore contro chi vuole attaccare l’itituzione famigliare.

È dunque seguita un’ora di silenzio, in cui le sentinelle hanno tenuto in mano libri e opuscoli, tra i presenti anche Marco Galateo della Lega Nord. ©RIPRODUZIONE RISERVATA