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BOLZANO. «Sapevo già che non avrebbe senso spendere 220 milioni di euro pubblici - questo il costo stimato - per spostare in un altro sito, l'Aluminium Bozen. Ne sono ancora più convinto dopo il sopralluogo in fabbrica. La cosa più logica è andare verso un rinnovo della concessione in scadenza nel 2030». L'assessore provinciale Christian Bianchi, che nei mesi scorsi ha seguito la complicata partita delle Acciaierie Valbruna, l'altro giorno ha voluto andare a visitare la fabbrica di via Toni Ebner, per rendersi conto di persona di qual è la situazione. Perché è vero che al momento nessuno parla più del futuro dello stabilimento, ma è altrettanto vero che i programmi della Provincia prevedono di non rinnovare la concessione, in scadenza nel 2030, sui 10 mila metri di terreno dove si trova il forno.
L'obiettivo è utilizzare il sito per ampliare il Noi TechPark. Confermato quale punto forte della politica economica. Tanto che nel bilancio della Provincia, appena approvato, sono previsti 100 milioni nel 2027 e altrettanti nel 2028 per l'aumento di capitale di Noi spa.«Dobbiamo lavorare - il commento di Bianchi al termine del sopralluogo - affinché questa attività possa rimanere dove si trova oggi. Anche perché un investimento di 220 milioni, in una operazione di questo tipo, sarebbe e verrebbe visto come uno spreco di denaro pubblico».
La volontà di restare è stata espressa anche dalla famiglia di industriali veneti Cortese che, nel 2014, ha rilevato lo stabilimento fondato nel 1936 dalla Società Montecatini. «Anche perché - spiega ancora l'assessore - dopo il tragico incidente del giugno 2024, sono stati investiti oltre 20 milioni nella parte in cui si trova il forno. L'azienda ha 160 dipendenti e lavora su tre turni: è una fabbrica sana che può crescere ancora. Spostare un'attività di questo tipo non significa semplicemente trasferire un capannone. Per questo credo sia necessario approfondire fino in fondo tutte le possibilità, per garantire la permanenza dello stabilimento nell'attuale sede». Secondo Bianchi la sfida ora è ragionare su una convivenza tra attività produttiva, innovazione e ricerca, anziché considerarli necessariamente elementi alternativi.
«Il Noi Techpark rappresenta una realtà strategica per il nostro territorio e il suo sviluppo è importante. Ma credo che innovazione e industria possano e debbano trovare il modo di crescere insieme. Qui abbiamo una realtà produttiva funzionante, radicata a Bolzano e con importanti posti di lavoro». Quando si dovrà dunque discutere sul rinnovo o meno della concessione, la posizione di Bianchi è chiara: «Bisogna lavorare per trovare una soluzione che permetta ad Aluminium Bozen di continuare la propria attività dove si trova oggi». A.M.


