LANA. Con un voto segreto risicato il consiglio comunale di Lana dice di no alla trasformazione di quasi 13 mila metri di terreno da verde agricolo in zona destinata alla lavorazione della ghiaia a ridosso del biotopo naturalistico del Valsura. Undici consiglieri su 27 si sono dichiarati favorevoli alla modifica del piano urbanistico nonostante il parere contrario della commissione paesaggio e natura della Provincia e il no della giunta provinciale già sentenziato nel 2012. Altri 13 consiglieri però hanno detto no alla modifica e tre si sono astenuti.

L’autorizzazione per la lavorazione della ghiaia, rilasciata in forma provvisoria dal Comune, dovrà essere rimessa in discussione e si potrebbe anche arrivare alla definizione del contenzioso e addirittura alla intimazione nei confronti della Greenconstruction srl, proprietaria del terreno, di ripristinare il verde agricolo previsto nel piano urbanistico comunale. La richiesta di creare una zona di lavorazione della ghiaia a due passi dal biotopo era stata in queste settimane contestata dagli ambientalisti, dal Bauernbund e dalle altre aziende che dispongono di cave, queste però confinate lungo la superstrada Mebo, anche se comunque non così lontane dal biotopo. Inerti Lana srl, Thomas Schwienbacher, Mair movimentazione terra, assieme al Bauernbund avevano espresso le loro considerazioni sul via libera alla modifica del Puc.

Il consiglio comunale ha bocciato la trasformazione dei 13 mila metri di verde agricolo in zona per la lavorazione di ghiaia nonostante alcune prescrizioni come l'obbligo di accesso dalla via Max Valier, la chiusura dell'impianto nel fine settimana, l'obbligo di lavorazione solo di materiale proprio e non acquistato da terzi e l'innalzamento di un muro alto tre metri rispetto alla quota campagna tutto attorno all'area. A gennaio l'assessore provinciale Richard Theiner si era espresso contro il nuovo tentativo di trasformazione dell'area per la lavorazione di inerti da provvisoria in definitiva. Rispondendo a una interrogazione del consigliere Andreas Pöder Theiner aveva ricordato il parere negativo della giunta provinciale e della commissione territorio del 2012 e aveva consigliato di trasferire la cava vicino a quelle esistenti lungo la Mebo. Il 7 luglio dell’argomento si è occupata nuovamente anche la commissione natura, paesaggio e territorio ed è arrivata una nuova bocciatura, sostenuta dal fatto che la presenza di una cava a due passi dal biotopo era in contrasto con le linee guida di tutela dell’area protetta Natura 2000.