PHOTO
BOLZANO. Verrà intitolata ad Alexander Langer la nuova scuola di Firmian, che ospiterà sezioni italiane e tedesche di scuola materna ed elementare. Un progetto seguito con passione dai direttori degli istituti comprensivi Bruno Job e Heidi Niederkofler. E’ di rigore parlare con Enzo Nicolodi, presidente della Fondazione Langer, di questa importante prima volta.
Il Comune ha accolto la richiesta di intitolare a Langer la nuova scuola di Firmian: il suo primo pensiero è stato?
«Un passo importante che mi rallegra, soprattutto perché viene da parte dei docenti, che evidentemente hanno saputo cogliere il potenziale pedagogico del pensiero di Langer e la sua attualità, soprattutto legata al tema della convivenza tra diversi. In questi ultimi anni, invece di svanire la figura di Alexander Langer, anche per merito della fondazione ma non solo, si è dimostrata molto attuale, molto vicina alle persone più che ai potenti. Centinaia di studenti hanno colto l’occasione di conoscere Langer attraverso i progetti della fondazione e le iniziative dei molti amici in Italia e in Europa. Toccherà ora alla Provincia il compito di confermare l’intitolazione della scuola».
Questa decisione arriva troppo tardi o è comunque un passo per la nostra terra?
«Penso che Bolzano abbia un debito grande con Langer, per ciò che Alex ha costruito in loco e per ciò che ha raccontato in positivo del Sudtirolo in giro per il mondo. Per questo è un piccolo ma importantissimo passo verso un riconoscimento ufficiale della figura e del pensiero di Langer».
Altri pensano che sia invece il segnale che si tratti ormai di una figura congelata nel tempo, che non dà più fastidio nemmeno alla Svp.
«Ci stiamo avvicinando al ventennale della morte di Alex e mai come in questi ultimi anni le sue parole e le sue azioni sono diventate oggetto di studio, di dibattito, di diffusione in pubblicazioni. Ho avuto occasione di consigliare umilmente alla celebrazione del premio Langer alla Camera dei deputati di pescare nella azione di trasparenza, sobrietà e dedizione alla politica intesa come servizio per i cittadini che Langer ha sempre rappresentato. La nostra terra cambia lentamente e forse non tutto il male viene per nuocere. Sono certo che se vi sono ancora resistenze sulla figura di Langer, esse finiranno per essere rimosse. Non occorre condividere le idee di Langer, per celebrarne l’intuito politico e l’onestà intellettuale. Piccoli passi sono stati fatto in questi ultimi anni, mi aspetto un atto di pacificazione da parte del presidente della giunta provinciale, con cui abbiamo intrapreso un timido ma importante scambio di impressioni. Serve un atto forte e chiaro, un riconoscimento ufficiale anche da parte della politica, che rimuova la figura di Alex dal limbo dei figli indesiderati, per dargli il posto che egli merita nella storia cruciale di questi ultimi 45 anni di Alto Adige Südtirol».
A Bolzano negli ultimi mesi altri passi sono stati fatti, tra cui l’accordo per il museo al Monumento della Vittoria e la cittadinanza onoraria a Innerhofer. Cosa ne pensa?
«Penso solo bene di tutte le azioni che pacificano i rapporti tra i gruppi».
Come descriverebbe l'Alto Adige? Votato alla coesistenza ma non alla convivenza o invece sulla strada di una integrazione vera tra i gruppi?
«Non amo fare retorica sulla convivenza, essa è un percorso, un work in progress. Tedeschi, italiani, ladini e molti altri debbono partecipare alla costruzione di un Sudtirolo sentito come casa propria, un territorio in cui si sappia anche vivere con un livello controllato di conflitti come spesso avviene se si convive. Senza perdere il controllo della situazione. Abbiamo bisogno di persone alla Langer, che ragionino con la cultura e la mente, non solo con la pancia».
Ma questo è ancora un tema o si può vivere anche così, separati in casa, e i problemi sono diventati altri?
«Proprio quando i problemi sono altri, emerge con forza il richiamo al proprio gruppo. Così la presenza della fondazione è importante come osservatorio e richiamo alle idee di Langer, ma anche come laboratorio di formazione e aggiornamento delle sue idee».
Cosa ritiene ancora vitale delle idee di Langer ?
«Elementi attualissimi sono la sua concezione della politica al servizio della gente. Il suo sostenibile lentius soavius profundius in alternativa ad uno sviluppo distruttivo e implodente. I dieci punti per la convivenza e molto altro di ciò che ha scritto in centinaia di riviste per migliaia di persone nel mondo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


