BOLZANO. I Verdi, ideologici, capaci solo di dire no. Per questo la Svp non li vorrebbe più in maggioranza, dicono. «Veramente l’altro giorno ero a L’Aquila per un convegno sul restauro ed è stata una gioia vedere che finalmente il centro della città terremotata rinasce. Ci saranno almeno 300 cantieri aperti, la maggior parte dei quali opera di privati. Non pensiamo che i cantieri rappresentino il male. Siamo a favore delle opere di riqualificazione dei centri urbani, che consentono il risparmio energetico e danno lavoro alle piccole-medie imprese»: così Norbert Lantschner, che ieri ha incontrato il sindaco Caramaschi con la delegazione dei Verdi.

Quale idea vi state facendo del gioco che conduce la Svp? «Sembra un balletto, accompagnato da una terribile cacofonia. Si fanno girare voci di consiglieri in fuga dal centrodestra, ma non pare che ci siano i numeri. Sembra che la Svp abbia paura dei Verdi e che pensi che le qualifiche e competenze che possiamo portare non siano al servizio di operazioni urbanistiche legate ad alcuni gruppi della Svp, come San Genesio o altri progetti medio-grandi».

Dire che la Svp ha paura di voi non sembra l’atteggiamento migliore per avviare delle trattative.

«Non ci piacciono i giochetti. Il tempo sta passando e tutti si chiedono le ragioni del ritornello “no ai Verdi” basato su ragioni facilmente smentibili. Se è un modo per alzare il prezzo, diciamo che non dobbiamo stare a tutti i costi in maggioranza. Troppo duro? La pongo sotto forma di domanda: i Verdi danno fastidio a qualche operazione?».

A quali competenze potreste essere interessati in giunta?

«Ambiente, mobilità, riqualificazione del patrimonio edilizio. Proporremo a Caramaschi di tenere conto della nostra idea di individuare un coordinatore del Comune sul tema dell’accoglienza dei profughi, perché Bolzano non subisca le decisioni della Provincia».

Lei è sembrato freddo sulla variante della Ss12, che Caramaschi, Pd e Svp ritengono indispensabile. Sarà un possibile «no»?

«No, sui principi siamo d’accordo. Ho solo detto che serve una verifica dei dati. Mi risulta che la variante comporterebbe una riduzione del traffico solo del 12 per cento. Evidentemente non sarebbe sufficiente. Liberare Bolzano dal traffico è una priorità. Bisogna insistere sul terzo binario della ferrovia, ripensare a una soluzione per l’Oltradige, perché il metrobus non sembra sufficientemente attrattivo per convincere i pendolari a rinunciare all’auto. Siamo contrari al ticket d’ingresso: liberare le auto per chi può pagare e costringer egli altri a viaggiare in bus non è equo. Servono soluzioni buone per tutti. Queste misure, insieme alle circonvallazioni, vanno studiate per liberare i quartieri dal traffico».

La prossima consiliatura sarà ancora dominata dal progetto Benko?

«Non credo. Le decisioni importanti arriveranno dalla giustizia amministrativa. Il Comune dovrà garantire l’interesse pubblico dell’operazione, a partire dalla minimizzazione dei disagi di un maxi cantiere». (fr.g.)