BOLZANO. «Che la ragione del sapere non superi mai quella del cuore». È questo il consiglio che il direttore dell’Asdi Elio Cirimbelli ha sempre proposto ai giovani stagisti e collaboratori che si sono avvicinati all’associazione che da decenni difende i diritti di separati e divorziati. Verosimilmente è quello che dirà a chi prenderà il suo posto al timone di un gruppo che nacque nel 1986 come sfida lanciata da cinque volontari. «Ricordo che in molti non ci davano più di sei mesi di vita e le separazioni non superavano i 250 casi. Ho cominciato a rapportarmi con le istituzioni chiedendo dei contributi e il primo che arrivò fu di 11 milioni di lire». Oggi Asdi conta 15 professionisti e in Alto Adige le famiglie con questo tipo di problemi sono 12.000. A febbraio 2016 saranno 30 anni tondi di lavoro. «In quell’occasione passerò il timone con la ferma volontà di lasciare Asdi ancora più solido di quanto sia ora. Mi piacerebbe riuscire a renderlo un consultorio familiare a tutti gli effetti». (a.c.)

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