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BOLZANO. Il braccio di ferro fra i medici, sia di famiglia che ospedalieri, con l'Azienda sanitaria unica per il pagamento delle multe per le "ricette facili" non sembra destinato ad esaurirsi. E l'Asl è pronta a portare i medici inadempienti davanti alla Corte dei conti. Dopo la presa di posizione dei due maggiori sindacati - la Fimmgc per i medici di famiglia con Luigi Rubino e l'Anaao per quelli ospedalieri con Claudio Volanti - oggi è il direttore amministrativo dell'Asl, l'avvocato Marco Cappello, a replicare. Cappello, i medici sembrano proprio intenzionati alla rivolta, a non pagare nemmeno un euro di quelle multe sui farmaci. «Premetto che come Asl comprendiamo perfettamente che il loro lavoro a contatto con i pazienti non è certo facile e che non sempre possono essere rispettate alla virgola le previste linee guida. Tuttavia al di là di valutare un comprensibile disagio devo anche dire che"dura lex sed lex". A quelle sanzioni siamo arrivati dopo diverse segnalazioni e soprattutto dopo un minuzioso lavoro di una commissione tecnica come quella farmacologica guidata dal dottor Pitscheider. E a quelle conclusioni dobbiamo adeguarci». Nessuna possibile discrezionalità dunque da parte dell'Asl. «Assolutamente no. Abbiamo le mani legate perché quelle sanzioni sono il risultato finale di un iter preciso previsto per legge». I sindacati dei medici minacciano di fare ricorso alla magistratura. «E' un loro diritto, quindi nulla da dire. Ci confronteremo davanti ai giudici». E se non dovessero pagare? «Guardi le procedure sono purtroppo chiarissime quanto inevitabili: il termine per pagare le multe relative al solo 2007 scade 90 giorni dalla notifica delle sanzioni. Se dopo quella data i versamenti non saranno stati perfezionati scatterà la segnalazione di tutti i medici inadempienti sia alla Corte dei conti che al loro Ordine professionale. E in ogni caso sono in media cifre molto basse, mentre sulle maggiori siamo disponibili ad andare incontro a qualsiasi esigenza particolare dovesse emergere». Si riferisce alla possibilità di rateizzazione? «Anche, e ciò vale per quei pochi casi di sanzioni superiori ai mille euro. Ma pure alla nostra disponibilità a valutare altre giustificazioni per le multe relative al 2008 e al 2009. Così come poi i primari hanno, anche per il 2007, tutto il tempo per verificare quale dei loro collaboratori ha prescritto quelle ricette improprie poi contestate dalla Commissione. Tuttavia, ribadisco, una cosa è certa: l'Asl deve recuperare quei 142 mila euro sanzionati per il triennio 2007/2009 a carico di 335 medici vuoi ospedalieri che di famiglia». Cappello, un ultimo aspetto: i medici sostengono che non può essere il direttore dell'Asl a detrarre dal loro stipendio l'importo delle multe. «Lo sappiamo evidentemente benissimo e ciò accade infatti solo nell'eventualità che in tal senso vi sia una specifica scelta degli interessati. Insomma i medici, e vorrei che questo aspetto fossa assolutamente chiaro a tutti, non devono sentirsi in qualche misura o criminalizzati o perseguitati dalla loro Azienda sanitaria. Tutti noi, come direzione dell'Asl, siamo solo impegnati al rispetto della legge, senza alcun compiacimento».
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