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BOLZANO. Quando si trattò di «tagliare» l’acqua minerale si fece riferimento alle qualità indubbie della cosiddetta «acqua del sindaco». Ora che sta per essere eliminato anche il tanto amato «quadratino di burro» quotidiano, si cerca di giustificare il provvedimento con scelte di carattere nutrizionale. Il riferimento è al nuovo taglio che si profila nelle mense degli ospedali altoatesini. L’azienda sanitaria locale ieri ha assicurato che non si tratta di problemi di carattere economico ma il forte sospetto è che l’«attacco» alla dose quotidiana di burro in occasione delle colazioni servite ai pazienti del San Maurizio sia da mettere in stretta correlazione proprio con il piano di risparmi e tagli imposti dal governo Monti. Sulla vicenda ieri ha preso posizione, con un comunicato stampa ufficiale, anche il direttore del comprensorio sanitario di Bolzano Umberto Tait il quale ha innanzitutto tenuto a precisare che la questione non è legata alla mancanza di risorse finanziarie. Una puntualizzazione che sa tanto di «excusatio non petita». Il direttore Tait, però, ha reso noto che il problema al momento riguarda unicamente i rapporti con i fornitori essendo scaduto il termine per la gara d’appalto relativa proprio alla fornitura di burro. Con l’occasione «si ritiene necessario cogliere l’occasione per rivisitare la qualità nutrizionale dei pasti da fornire ai degenti» si legge in una nota ufficiale. In sostanza se al momento chi ha la sfortuna di trovarsi in ospedale non può più contare su un po’ di burro a colazione, deve ringraziare - a quanto pare - il servizio di dietetica e nutrizione clinica che ritiene che ritiene che debbano essere comunque rispettate alcune priorità. In primo luogo «l’adeguatezza nutrizionale - afferma il direttore Tait - che in ambito ospedaliero risulta fondamentale come concreto esempio per il paziente sia a livello preventivo che terapeutico». Non solo. Secondo il direttore Tait è importante anche il rispetto delle tradizioni gastronomiche tipiche di ogni cultura, adattate comunque allo stato della malattia.
Insomma, una decisione definitiva sul quadratino quotidiano di burro non è ancora stata presa. Sembra comunque che se l’eliminazione del burro dovesse essere confermata , l’Asl potrebbe risparmiare altri 20 mila euro. Ed intanto Eva Klotz invita alla secessione anche tutti i pazienti ospedalieri del Sudtirolo.
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