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In passato, contestualmente a determinati sviluppi storici, non sempre è stato possibile garantire l’equilibrio tra forniture e lavorazione: se Latte Montagna registrava costanti eccedenze, le altre latterie lamentavano una crescente carenza della materia prima. Per anni questo squilibrio è stato contrastato attraverso lo scambio di latte contrattualmente regolamentato. Così, una parte delle forniture del gruppo Latte Montagna veniva trasformata in mozzarella dalle latteria di Bressanone e in yogurt dalla Latteria Merano.
Nell’ambito di ampi accordi di collaborazione, Latte Montagna, la Latteria di Merano e la Brimi di Bressanone hanno deciso di contrastare queste asimmetrie operando una netta ridistribuzione delle zone di raccolta latte. In futuro, ossia col 1° gennaio 2014, le Latterie Brimi e Merano rileveranno direttamente dagli agricoltori le quantità di latte che prima venivano fornite dal gruppo Latte Montagna. Per la Brimi e la Merano questa operazione non implica investimento alcuno perché questo latte viene precedentemente lavorato dalle latterie.
Nel caso di Latte Montagna, quei quantitativi non venivano lavorati e quindi non ci saranno ripercussioni in termini di capacità di trasformazione. Questo sistema garantisce alle latterie una maggiore sicurezza in termini di pianificazione futura grazie soprattutto alla disponibilità di gran parte dei soci a operare una cessione delle zone di raccolta. Renon e Castelrotto intenderebbero passare alla Brimi, Verano alla Latteria Merano. Così si è espressa in entrambi i casi la maggioranza dei soci. La decisione sul passaggio di Meltina alla Latteria Merano è ancora in sospeso.
Oltre alle già citate ridistribuzioni, le latterie hanno deciso di intensificare la collaborazione per coordinare al meglio la produzione di prodotti di eccellenza a base di latte dell’Alto Adige.
Questo scambio dovrà avvenire attraverso il piccolo «pool latte», una soluzione alla quale si sta lavorando insieme alla Federazione Latterie Alto Adige. Sono invitate a partecipare al progetto tutte le latterie dell’Alto Adige. L’obiettivo è quello di trarre il meglio da questa preziosa materia prima di origine locale.


