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Secco e diretto: senza fronzoli. Con la forza del pensiero più forte di qualsiasi barriera, la capacità di porre all’attenzione di chi lo ascolta o di chi lo legge temi molto complessi in un linguaggio che tocca la mente e il cuore. Umberto Galimberti è questo e tanto altro. Nell’ambito del festival Alto Adige.live terrà una conversazione – moderata dal direttore Alberto Faustini – dal titolo “Il sentimento dell’autonomia”, al teatro Cristallo domenica 13 aprile alle ore10,30. E in Alto Adige la parola autonomia, comunque la si voglia leggere (a maggior ragione con la “A” maiuscola), tocca tasti di grande sensibilità. In questa occasione, abbinata al sentimento, nelle parole di Galimberti si trasformerà in occasione di sicuro interesse culturale.
Perché Umberto Galimberti non è soltanto un grande filosofo dei nostri tempi che ha ricoperto prestigiosi incarichi in università e istituzioni culturali. E’ anche, infatti, apprezzato editorialista de “La Repubblica” curando pure la rubrica epistolare per il periodico “D. La Repubblica delle Donne”. Una raccolta di lettere diventata poi un libro di successo raccontato così da Galimberti: «I lettori mi pongono delle domande che poi vengono discusse in quella maniera un po’ anomala, che non è quella di rispondere alla domanda, ma di radicalizzarla, andando il più possibile in fondo, dove si annida il radicamento. Questo modo di procedere talvolta può apparire irritante, talvolta difficile, ma è meglio deludere l’attesa di una risposta immediata che isterilire una domanda, impoverirla, non tenerla all’altezza di ciò che chiede. I miei commenti alle lettere non vogliono essere un ricettario per i problemi della vita, perché questo comporterebbe che io capissi la mia e anche quella degli altri, mentre la bellezza della vita è proprio nella sua imperscrutabilità, è nel gioco indicato dai suoi enigmi che non si concedono a facili soluzioni».
Galimberti ha le idee chiare sull’integrazione culturale e linguistica che spesso in Alto Adige diventa terreno di scontro ideologico. «L’integrazione - spiega - sarebbe un evento del tutto naturale, se tutti fossero messi in grado di frequentare quella palestra di convivenza e di educazione che si chiama scuola». Parole sagge che meritano di essere ascoltate. I bolzanini, grazie all’appuntamento organizzato nell’ambito di Alto Adige.live, potranno tornare a gustarsi un viaggio dentro al pensiero come già avvenne, con grande successo di pubblico, nell’edizione dello scorso anno del Festival delle Resistenze. In quell’occasione Galimberti venne messo a confronto con il teologo Vito Mancuso in un serrato dialogo moderato da don Mario Gretter. Un’oscillazione tra fede e libertà che toccava le tematiche care alle ultime opere del filosofo concentrate sul Cristianesimo e la sua declinazione moderna. «La libertà non esiste - la rasoiata che esibì in quell’occasione - perché l’animale è libero, non l’uomo. Passando per Kant, Novalis, Bergson e Nietzsche si capisce che l’uomo non è un animale semplicemente perché non ha istinti. Allora quella che noi chiamiamo libertà altro non è che una totale assenza di istinti. Esiste, però, l’idea di libertà e le idee fanno la storia. E’ come per Dio: possiamo credere o no che davvero esista, ma che l’idea di Dio abbia fatto storia, cultura e civiltà non vi è dubbio».
ll valore più profondo del pensiero di Galimberti consiste, appunto, nel tentativo di fondare una nuova filosofia dell'azione che ci consenta, se non di dominare la tecnica, almeno di evitare di essere da questa dominati.
Riflessioni affascinanti che torneranno anche nella conversazione di domenica 13 aprile al Teatro Cristallo. Un appuntamento davvero imperdibile.


