MERANO. Fidelizzare i nuovi donatori e trovare under 35. Saranno queste le principali responsabilità che il direttivo uscente dell’Avis Merano e Burgraviato passerà, in febbraio, ai subentranti vertici. E sarà questo uno dei messaggi che il presidente uscente Marco Boninsegna darà alla platea della festa di Natale, sabato a Lagundo (alle 17.30 la messa, alle 19 alla casa delle associazioni la manifestazione).

"Soprattutto - spiega Boninsegna - sarà un momento di ringraziamento. Non è così scontato rendersi disponibili a donare il sangue. Ma sarà anche occasione per invitare a farsi parte attiva della vita dell’associazione avanzando la propria candidatura per il rinnovo del direttivo a febbraio. In scadenza ci sono anche gli organi direttivi provinciali”.

Presidente Boninsegna, il numero di donatori della sezione è congruo rispetto alle esigenze?

“Sono circa 3.500 ed è stabile da qualche tempo. L'Avis Merano e Burgraviato è impegnata, oltre che nella gestione della normale attività istituzionale e nella donazione, con la gestione, il reperimento e la chiamata dei donatori per soddisfare quanto richiesto e programmato con il Piano sangue provinciale e le richieste urgenti del centro di raccolta. È vero che negli ultimi anni si è registrato un calo nella necessità, riscontrato anche a livello mondiale oltre che italiano, soprattutto per le nuove tecniche e tecnologie nella medicina moderna con metodi operativi meno invasivi e per le nuove terapie. Ma resta altrettanto vero che il sangue è indispensabile. Dobbiamo far capire ai donatori, specialmente ai più giovani, che serve la disponibilità continuativa, non basta la prima volta”.

In tanti lo fanno su spinta emotiva, come avvenuto per il terremoto.

“Encomiabile, ma è relativamente facile trovare nuovi donatori ben informati, magari spinti da famiglia, conoscenti, amici. Più difficile è la fidelizzazione, rispondere alla chiamata perché serve proprio il "tuo" sangue, del tuo gruppo, con i tuoi fenotipi. E poi è più difficile ancora il passo successivo, l'interazione con la vita associativa, il divenire come donatore mezzo promozionale dell'associazione e veicolo della cultura dell'attenzione verso gli altri con il proprio esempio".

Su chi si indirizza principalmente questo lavoro?

"Sui giovani: solo un donatore su 3 rientra nella fascia tra 18 e 35 anni. Nel 2015 è sorto il gruppo giovani Avis, è ancora contenuto ma auspichiamo possa crescere. Intanto è già molto attivo e presente sul territorio con numerose iniziative, incontri di sensibilizzazione, stand informativi. Le iniziative in cantiere sono varie".

E poi c'è la nuova sede.

"La costruzione è pronta, mancano solo alcuni passaggi burocratici. Ne prenderemo possesso all'inizio dell'anno. Il trasferimento è un'opportunità per essere ancora più vicini ai nostri donatori, di fronte al centro di raccolta sangue, nei pressi dell'ospedale Tappeiner. Aumenterà la nostra visibilità. E poi nel 2018 l'Avis Merano e Burgraviato compirà settant'anni e si dovrà organizzare un compleanno coi fiocchi”.

Il fenomeno dell'immigrazione è tema fra i più attuali: si confronta anche l'Avis?

“Sempre più persone provenienti da altri Paesi e continenti si candidano a donatori. È un aspetto nuovo da seguire con attenzione. In Italia sono già 150 mila gli stranieri che donano sangue prezioso non soltanto per ampliare la riserva. Esistono infatti gruppi sanguigni "rari" perché presentano antigeni di superficie diversi da quelli più comunemente riscontrati. Più una società è multietnica e maggiore è la probabilità di trovare il "sangue giusto"".

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