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BOLZANO. Si chiama truffa dell'asfalto ed è arrivata prepotentemente anche in Alto Adige dando vita a un considerevole giro di denaro. Ad accorgersene sono stati gli uomini della polizia che hanno costruito un quadro strutturale di quello che è accaduto e che adesso chiedono al collaborazione dei cittadini per ampliare le indagini.
Di cosa si tratta, però, esattamente? «Molto concretamente – spiega il commissario Francesco Bianco - alcune persone si avvicinano ai privati e propongono la riqualificazione di strade, marciapiedi o cortili privati. Il preventivo appare a prezzi abbordabili, peccato sia esorbitante per il materiale usato. Si tratta, infatti, di prodotti di risulta destinati unicamente allo smaltimento e capaci di deteriorarsi dopo poche ore. Non solo, questi gruppi di persone pretendono poi il pagamento molto velocemente, spesso bruscamente». A volte senza completare nemmeno il lavoro.
Un meccanismo messo in luce dopo un controllo condotto dagli uomini della squadra volante coordinata da Antonio Caliò ad alcuni soggetti sospetti nei pressi dello sportello della Cassa di Risparmio in via Resia lo scorso giovedì. A due passi dal supermercato Eurospar rapinato, a dimostrazione di una certa attenzione sulla zona. La prima perquisizione ha portato al rinvenimento di 20 grammi di hashish a carico di tre persone, due ragazzi cittadini irlandesi e un romeno di mezza età. Scoperta che ha convinto i poliziotti a portare tutti in questura. Qui sono venute alla luce intere mazzette di banconote per un totale di 26.000 euro: 13.000 euro in possesso di uno e 6.500 per gli altri due. Insieme a questo sei carte di credito (di diversi istituti bancari, compreso il Banco Posta) e diversi documenti con i movimenti. Il ritrovamento di un'agendina ha poi chiarito il quadro: appuntamenti e incassi da ricevere minuziosamente riportati. Il cerchio si chiude con la presenza del cittadino rumeno inserito in una ditta di manutenzione stradale incaricato, con ogni probabilità di fornire il materiale di risulta. Tirando una linea delle cifre emerge un quadro di incassi giornalieri, a livellonazionale, tra gli 80 e i 90.000 euro a fronte di “investimenti” che saranno appena di un migliaio di euro. Il lavoro della squadra mobile guidata da Giuseppe Tricarico ha aiutato a delineare il sistema forte di una denuncia presentata da un'anziana della val d'Isarco che ha tentato di bloccare un assegno diretto alla ditta sotto indagine per l'insoddisfazione sul lavoro svolto. Uno degli istituti bancari, oltretutto, aveva già bloccato uno dei conti proprio per i movimenti sospetti. Interesse del gruppo, infatti, era prelevare il prima possibile i contanti per evitare qualsiasi blocco. A sfuggire all'intervento della polizia, purtroppo, il titolare della ditta che, tuttavia, è stato ugualmente identificato e denunciato. Uno degli anglossassoni, inoltre, presentava alcuni precedenti per reati simili. Il caso, comunque, si configura al filo tra la truffa e la violazione contrattuale. La sensazione della questura, però, è che l'infiltrazione in Alto Adige sia stata piuttosto capillare, specialmente all'interno dei paesi più piccoli e colpendo persone anziane. La val Gardena e la val di Fassa, infatti, sono piuttosto presenti sull'agendina rinvenuta. L'invito, chiaramente, è di segnalare anche il più piccolo contatto.
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