BOLZANO. Impiegare i profughi per lavori di pubblica utilità, come la cura del verde, delle ciclabili, delle strade comunali o di aree di competenza amministrativa. Il protocollo firmato ieri mattina al Commissariato di Governo si pone l’obiettivo di permetere a chi è in attesa di vedersi riconosciuto lo status di rifugiato di integrarsi maggiormente attraverso il lavoro. Volontario. I migranti accolti nell’ambito del piano nazionale redatto dal Ministero dell’Interno potranno quindi svolgere attività di pubblica utilità. Un percorso già avviato in val di Vizze che ieri, però, ha ricevuto impulso notevole allargando il campo d’azione anche a Bolzano e Merano. Le firme poste sotto i documenti, infatti, sono quelle del prefetto Elisabetta Margiacchi, del commissario vicario con delega al sociale del Comune di Bolzano Francesca De Carlini, del sindaco di Merano Paul Rösch e dell’assessore provinciale al sociale Martha Stocker. «Il 90% dei migranti - spiega proprio Stocker - ci chiede di potersi rendere utile svolgendo mansioni di questo tipo. É un peso anche per loro non avere un impiego per tutto il giorno e in questo modo promuoviamo anche una penetrazione più capillare nel tessuto sociale».

I progetti che potranno vedere impiegati i profughi sono quelli gestiti direttamente dalle associazioni specializzate nel settore come Caritas o volontarius ma anche, logicamente, quelli che riguardano strettamente la competenza comunale. «Non escludiamo che questo possa anche portara a uno sbocco occupazionale nel futuro». (a.c.)

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