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BOLZANO. Toponomastica, giornate di trattative e di posizionamenti. C’è chi prova a salvare la norma di attuazione (con elenchi o senza elenchi di nomi), chi rifiuta di farsi tirare da una parte o dall’altra dalla politica. Il presidente della Commissione dei Sei Francesco Palermo non ha intenzione di prolungare all’infinito la discussione: «Il tema è noto, i documenti sono sul tavolo. Sto lavorando ad alcune proposte di modifica della norma di attuazione. O ce la facciamo, o dovremo prenderne atto». Domani alle ore 17 si terrà l’incontro tra consiglieri del gruppo italiano, sollecitato da Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore) con il motto «la toponomastica non appartiene a Svp e Pd. Dobbiamo essere coinvolti»: annunciati Palermo, la segretaria del Pd Liliana Di Fede, Christian Tommasini, Urzì, Riccardo Dello Sbarba (Verdi). Assenti Roberto Bizzo, co-protagonista come componente della paritetica (a Roma per la direzione del Pd) ed Elena Artioli.
L’AVS ALLA FINESTRA. Il presidente della potente associazione Avs Georg Simeoni si chiama fuori dalle polemiche. Il presidente Arno Kompatscher e Tommasini nei giorni scorsi hanno incontrato il presidente del Cai Claudio Sartori per cercare una mediazione. Simeoni assicura di non essere coinvolto in alcuna trattativa: «Abbiamo dato tempo fa il nostro parere e non me ne occupo più. È un tema politico, lo risolva chi di dovere». Simeoni assicura di non essere interessato a una nuova discussione sui nomi e ribadisce quanto detto in precedenza: «A noi interessa che questa storia venga risolta. Ci andava bene l’accordo Fitto-Durnwalder. Non era il massimo, ma potevamo accettarlo». Insomma, assicura Simeoni, l’Avs non è interessata a una nuova trattativa sui nomi. Avrebbe accettato il primo elenco del Fitto-Durnwalder.
IL CAI STUDIA L’ELENCO. Nei giorni scorsi Cai e Soccorso alpino avevano preso posizione severamente sul nuovo elenco di nomi proposto da Palermo: il principio è la sicurezza. Chiamato in causa, il Cai ha deciso di provare a dare una mano. Lo conferma il presidente provinciale Claudio Sartori. L’elenco dei nomi è stato distribuito alle sezioni dei Cai. Si prova a vedere se viene ritenuta accettabile una limatura dell’allegato, che prevederebbe la cancellazione di altri 92 nomi italiani. Insomma salvare qualche nome, di quei 92. Sartori spiega: «La norma di attuazione con il principio del voto a doppia maggioranza è positiva. Solo per questo stiamo provando a fare dei piccoli passi, ma lentamente, come in montagna. È un tema troppo delicato e importante, a partire dalla sicurezza. Non si può prendere una decisione avventata». Sartori avverte: «Parliamo con Palermo, non con i partiti. Non ci facciamo coinvolgere in diatribe interne». Sartori non andrà dunque all’incontro chiesto da Bizzo, che in questi giorni prosegue i contatti con le associazioni. Così Bizzo: «Non si dica che agisco in solitaria. A ottobre avevo organizzato un incontro sulla toponomastica con l’assemblea del Pd e le associazioni». Duro Riccardo Cristofoletti, presidente del Cai di Bolzano: «La politica non ci usi. Per me le cose sono chiare: rispetto del bilinguismo previsto dallo Statuto e massima attenzione alla sicurezza». (fr.g.)
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