BAJKONUR. Il vento gelido che soffia dalla steppa kazaka sulla cittadina di Bajkonur fa sventolare la bandiera italiana issata qualche giorno fa da Samantha Cristoforetti. Il countdown del lancio della prima astronauta della storia spaziale italiana è ormai scattato. Mancano poco più di due giorni dal lift-off della navicella spaziale Soyuz TMA-15M che porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale la nostra Samantha. L’orario ufficializzato dall’agenzia spaziale russa Roscosmos è quello delle 22:01’13” (orario italiano) di domenica. @AstroSamantha, come ama definirsi sui social network, sta trascorrendo gli ultimi giorni sulla terra a ritmi abbastanza frenetici. Ci sono le prove e verifiche dell’alloggiamento personale e del carico all’interno della ristretta capsula Soyuz, le ultime analisi tecniche del lancio assieme a tecnici specializzati e agli ingegneri, i numerosi impegni istituzionali e qualche momento di svago. Insomma, come si dice, è arrivato il momento di partire per questa missione dalla durata di sei mesi che si concluderà nel maggio 2015. Nella tarda mattinata di ieri i tecnici della Roscosmos hanno ultimato l’assemblaggio del lanciatore spaziale posandolo sul treno che questa mattina lo trasporterà a posizionerà alla rampa di lancio numero 31 del mitico e segreto cosmodromo russo dove in ogni angolo si rivive l’evolversi della conquista spaziale prima sovietica e poi russa. Per sfidare le folate di vento e le temperature non rigidissime ma comunque molto basse, Samantha nel corso dei cerimoniali ha indossato un abbigliamento consono. Un cappellino nero, bomber azzurro e pantaloni blu. Prima tappa è stata la piantagione dell’alberello lungo la via dei Cosmonauti dove la Cristoforetti ha detto che è “un grande onore avere il mio albero su questo viale dove ci sono quelli piantati da ogni essere umano che ha lasciato la Terra da Baikonur. L'ultima volta che ho piantato un albero ero in quinta elementare ... ero felice come probabilmente quello di allora a 11 anni”.

Appuntamenti canonici sono state le visite allo stupendo ed interessante museo spaziale sito all’interno della base e alle casette dove hanno alloggiato Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio, ed il suo ingegnere Sergej Korolëv. Simpatico il selfie dell’equipaggio nella camera di Gagarin e Samantha distesa sul letto dove ha riposato per diversi mesi nel 1961 il famoso cosmonauta. Giornalmente Samantha e compagni, che da quando sono arrivati a Bajkonur si trovano in regime di quarantena e hanno contatti solo con lo staff e una cerchia ristretta di familiari, hanno provato e riprovato la tuta spaziale personalizzata Sokol-KV2. Si tratta di una tuta pressurizzata che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio.

Dopo una giornata trascorsa presso le strutture dell’immenso cosmodromo che dista circa un’ora dal centro della città costruita appositamente per la conquista spaziale e che fino al 1995 si chiamava Lenninsk, arriva il momento dello svago. Samantha ha dato dimostrazione di saperci fare con la dama, mentre Anton e Terry hanno mostrato le loro abilità al biliardo. Dopo il posizionamento del missile in rampa di lancio, l’equipaggio rientrerà in albergo e si preparerà al lancio.

La giornata di domenica sarà lunga. Anche se la sveglia non suonerà proprio all’alba, nella tarda mattinata ci sarà il trasferimento nella zona di preparazione all’interno della base. Nel tardo pomeriggio avverrà la cerimonia del saluto ufficiale alle autorità. Successivamente il trasferimento alla rampa di lancio. Dopo la benedizione del Pope, l’equipaggio poserà per le foto di rito a salirà fino all’ingresso della Soyuz.

E dopo alcune ore il tanto atteso lift-off.