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BOLZANO. Un bonifico da 280 mila euro come saldo di fine legislatura ai consiglieri provinciali fa impressione anche a un uomo come Enrico Valentinelli, già presidente di Assoimprenditori e dirigente industriale.
E si torna a parlare di costi della politica. È questa la cifra versata dall’amministrazione del consiglio regionale ai consiglieri della scorsa legislatura. 68 mila euro netti sono l’indennità di fine mandato, la sommatoria di 1.100 euro trattenuti ogni mese per cinque anni dalla busta paga di 14 mila euro lordi. Altri 210 mila euro netti rappresentano la restituzione di tutto il capitale versato dai consiglieri nel fondo pensione. Alcuni consiglieri ieri si difendevano ricordando che sono stati cancellati i vitalizi e quei versamenti servivano per costruirsi la propria pensione.
Abbiamo chiesto a Valentinelli, un professionista di fascia alta, cosa pensi di queste cifre. «Che sono molti soldi», risponde. E da ex dirigente spiega perché. «Partiamo dai 68 mila euro di trattamento di fine mandato. Un dirigente d’azienda riceve un Tfr di 120-150 mila euro, una cifra di tutto rispetto, ma guadagnata in 30-40 anni di lavoro. I consiglieri ne ottengono la metà in cinque anni». E la restituzione di un accantonamento previdenziale di 210 mila euro? «Sono molti denari ed è così perché si parte da un lordo molto alto. Direi che il problema è quello, la cifra di partenza». Non è opportuno che i consiglieri provinciali ricevano una indennità adeguata? «I politici vanno pagati bene», risponde Valentinelli, «ma non si può chiudere qui il discorso. Un lordo di 14 mila euro corrisponde allo stipendio di un dirigente medio-alto, ma vediamo che il vero netto dei consiglieri alla fine è più alto di 5 mila euro. E poi dobbiamo anche dire che i dirigenti guadagnano in cambio della assunzione di rischi e di risultati. Altrimenti saltano. Quali rischi si assumono i politici ? Su quali risultati vengono valutati?». Tagli alle indennità? Il presidente del consiglio provinciale Thomas Widmann sottolinea: «È appena entrata in vigore la riforma varata dall’ex presidente Rosa Thaler e siamo dentro i paletti fissati dal decreto Monti sui consigli regionali». Ma Paul Köllensperger (M5S) annuncia: «Chiederò nuovi tagli. Ma quanti mi seguiranno dei colleghi consiglieri?». Köllensperger spiega di avere mantenuto l’impegno di dimezzamento della propria indennità: «Trattengo per me 2500 euro netti al mese. Il resto, altri 2500 euro circa, vengono versati in un conto aperto in Banca etica. Serviranno per scopi sociali, non per il movimento». Dal consiglio provinciale arriva una nota sul bonus: «La restituzione dei “contributi fondo pensione” è l’effetto della cancellazione del “trattamento indennitario”, per il quale veniva operata – prima dell’entrata in vigore della riforma - una trattenuta pari al 30% dell’indennità consiliare, volta a costituire una rendita di natura assicurativa, percepita a 65 anni di età. Ai soli consiglieri eletti nella passata legislatura è stata restituita la quota di trattenute già versate, in quanto la legge regionale 6/2012 ha cancellato l’istituto del trattamento indennitario ed ha introdotto un nuovo trattamento con il metodo contributivo». (fr.g.)
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