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MERANO. La passione per il mondo dei grammofoni, fonografi, dischi a 78 giri, e quant’altri oggetti legati a questo universo sonoro, Meinhard Khuen la concretizzò quando in occasione del matrimonio un amico, nel 1991, gli regalò, appunto un grammofono.
A quel punto, il suo interesse che era rimasto latente per diverso tempo, si trasformò facendolo diventare, degli affascinati ed eleganti oggetti musicali, un vero collezionista. Oggi, in una sala ad essi riservata la collezione ne conta un centinaio di assolutamente funzionanti più un’altra trentina da rianimare. Tra le chicche un Edison del 1890, a rulli naturalmente.
Proprio a Thomas Edison si deve l’invenzione della strana macchina nel 1887. Una macchina sonora sostanzialmente semplice, così come la meccanica dei successivi grammofoni. Ed è proprio la semplicità funzionale del marchingenio che ha affascinato Meinhard Khuen, il titolare di Castel Kallmünz. Dai primi modelli ottocenteschi agli ultimi prodotti realizzati negli anni Quaranta, ci assicura il collezionista, la meccanica è sostanzialmente quella delle origini.
Ciò che è cambiato è il design del corpo che contiene le parti meccaniche, che ha trasformato a ben vedere l’oggetto in una sorta di suppellettile elegantissimo e di grande fascino con quel sinuoso megafono a tromba che dal corpo del grammofono slancia amplificandolo il suono. Un’altra variabile sta nell’uso che tra i tanti modelli (non necessariamente con la tromba visibile) ne poteva prevedere per un utilizzo militare, quindi particolarmente rinforzati, da pic-nic, dunque trasportabili, una varietà molto vasta di mini-grammofoni rivolti ai bambini, altri ancora addirittura tascabili.
Accanto alle “macchine parlanti” (così fu chiamato agli albori il fonograpfo dal quale prenderà vita il grammofono) ci sono i dischi a 78 giri e le puntine. Vale la pena ricordare che la denominazione indica il primo tipo di disco fonografico, utilizzato per tutta la prima metà del Novecento, e si riferisce al numero di giri al minuto necessari per l'ascolto.
Il disco a piastra circolare fu inventato da Emile Berliner nel 1888, dunque solo un anno dopo l’invenzione di Edison, soppiantando già nei primi anni del Novecento il primo supporto audiofonico in assoluto: i cilindri fonografici utilizzati da Thomas Edison per l’oggetto della sua invenzione.
Il 78 giri rimase lo standard di riproduzione audio fino alla fine degli anni Quaranta, quando l'introduzione dei dischi in vinile a microsolco, basati sul medesimo principio tecnico ma di qualità e durata assai maggiori, lo cacciarono nelle cantine, nei solai, nei mercatini dell’usato. Anche i 78 giri, naturalmente sono oggetto di collezione. I più rari, assicura Meinhard Khuen, sono quelli che riproducono i discorsi di personaggi storici come Leone XIII - che nel 1903 incise su disco l’Ave Maria - o l’imperatore Franz Josef.
Resta il fatto che ascoltare una canzone riprodotta su un grammofono è un’esperienza emotiva che si può paragonare al piacere che prova un amante del vino sorseggiando una vecchia e rara annata. Anche rispetto alle puntine le rarità non mancano. A parte l’oggetto in sé che poteva essere di acciaio, di legno, e, addirittura, di aculei animali e altro materiale ancora, a renderle rare sono il tipo di contenitore che le raccoglieva. Delle scatolette dalle forme, materiali e marche tra le più diverse. E anche sotto quest’aspetto, il collezionista meranese, ne può vantare delle straordinarie rarità.
Un’ulteriore curiosità: ancor oggi, in Polonia e India, c’è una produzione di puntine per grammofoni. Come un segugio che segue una pista, Meinhard Khuen, dopo aver frequentato mercatini, essersi affidato a inserzioni, aver partecipato ad aste internazionali, ora si tuffa in internet, un “territorio di caccia” immenso.
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