BOLZANO. Le maestre d'asilo alzano la voce e chiedono al più presto un incontro con la direttrice dell'ufficio servizi alla famiglia dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano Licia Manzardo. Ieri nella sala di rappresentanza del Comune tutte le sigle sindacali si sono riuniti grazie al lavoro di Salvatore Falcomatà della Uil/Sgk per una riunione plenaria con 110 partecipanti. Ne è scaturito un documento unitario che chiede a Manzardo una riunione urgente. Diversi i temi scottanti sul tavolo: dall'organizzazione degli asili alle ore di lavoro. “Siamo di fronte ad un progressivo aumento dei carichi di lavoro e del conseguente stress con motivazioni che sono radicate nell'organizzazione del servizio” si legge nella lettera. “Siamo costrette a seguire sempre più bambini contemporaneamente, il che ci costringe e non poter pianificare progetti o collaborazioni con le pedagogiste come richiesto. Non solo, i piccoli con problemi di handicap devono poter contare su un'assistenza che sia più vicina e con meno bambini nel gruppo di cui fanno parte”. Per quanto riguarda le questioni strettamente contrattuali le maestre d'asilo chiedono una revisione contrattuale. “Siamo inquadrate al V livello, ma di fatto svolgiamo mansioni di VI livello. Chiediamo un adeguamento a questa situazione come avvenuto nel resto d'Italia. In generale, inoltre, lavoriamo molto più delle 38 ore previste e non è corretto far coincidere l'entrata e l'uscita dei bambini con il nostro orario. Ci vuole più flessibilità anche nell'organizzazione dei part time che oggi sono previsti solo con la formula al 50%”. Tra le altre richieste anche l'inserimento di una graduatoria a punti per la scelta dell'istituto (come avviene per gradi scolastici superiori) e tempi dilatati per gli inserimenti o i trasferimenti dei bambini da una struttura all'altra. All'incontro ha preso parte anche l'assessore provinciale alle politiche sociali Waltraud Deeg. “Ha spiegato i motivi che stanno alla base della modulazione tariffaria del servizio. L'obiettivo è di portarlo anche nei 74 Comuni altoatesini che ne sono privi”. (a.c.)

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