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LANA. A Lana, terra di mele per antonomasia, crescono anche le banane. Una decina di caschi sono pronti a dare i loro frutti, come è accaduto a Scena. Dove, chi le ha assaggiate, giura che le banane sono buone. Ma lì, all'albergo Hohenwart, le piante di banane sono più piccole e sistemate all'interno dell’area della piscina coperta. A Lana invece sono all'esterno. Alcune in un campo, le altre in zona protetta - dal vento e dal freddo - a ridosso del ristorante Pfefferkeller. I cui proprietari Christine e Martin Laimer hanno creduto al progetto, iniziato sette anni fa "quando da una pubblicità abbiamo saputo - dice Christine - che Robert Psenner aveva realizzato un incrocio fra la banana cinese e quella senegalese. Il frutto, si diceva allora, era in grado di resistere al freddo e soprattutto al vento che qui a Lana spira spesso".
Sette anni di attesa ed ora i risultati. Positivi. "I caschi stanno facendo i frutti, ancora qualche mese di attesa poi le banane saranno commestibili. Sempre a patto che l'estate faccia sentire i suoi effetti, finalmente". I coniugi Laimer alcune piante di banane le hanno sistemate anche nella piscina al coperto del loro albergo a Scena. "Lì - prosegue la signora - la temperatura calda è costante. Quindi la crescita è favorita e il frutto è gradevole. Sono banane più piccole di quelle tradizionali che acquistiamo in negozio, ma sono molto saporite". La sorpresa è stata la crescita a Lana. "Siamo stati fortunati - continua la signora Laimer - perché l'inverno scorso non è stato troppo freddo e poi perché le piante, sistemate a ridosso del nostro locale, sono protette anche dal vento. I caschi sono già pieni, speriamo che la banane fra un paio di mesi siano pronte".
Una decina di metri più avanti altre piante stanno crescendo a fianco di alcuni meleti. Una è di piccole dimensioni, le altre sono già alte. "Ma qui - continua Christine Laimer - le raffiche di vento si fanno sentire. Difficilmente le banane arriveranno, ma non si sa mai. Mio marito sta pensando di piantare degli alberi di mele di una volta, come le Renette per fare un esempio, che vanno bene per le marmellate".
Ma i clienti del Pfefferkeller che pensano delle banane? "Sono sorpresi - continua Laimer - per l'esito positivo del nostro esperimento. In tanti chiedono il tavolo proprio sotto le piante di banane perché, dicono, mangiando qui si respira un po' di atmosfera africana". Chi l'avrebbe mai detto che a Lana, la terra delle mele (c'è anche un museo sulla storia del frutto simbolo dell'Alto Adige) sarebbero cresciute anche le banane?
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