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BOLZANO. Si conclude oggi la nostra inchiesta sul quartiere di Oltrisarco attraverso alcune delle sue problematiche, ma anche nei i suoi tanti punti di forza. Nel corso degli ultimi tempi diverse innovazioni hanno dato un volto nuovo al quartiere. Ma tanti restano i problemi, alcuni dei quali riguardano l’intera città e di cui Oltrisarco si fa carico da anni.Proprio ieri il commissario straordinario Michele Penta ha detto di avere incontrato i comitati di quartiere e ha espresso l'intenzione di voler intervenire al più presto per cercare di risolvere le criticità più impellenti.
Il traffico, che nelle ore di punta tracima dai vicini assi a grande scorrimento nella vita intima del quartiere, è sicuramente in cima alla lista dei nodi da risolvere. Allo stesso tempo vanno incrementati i tracciati che favoriscono il collegamento interno del quartiere. Molti sono stati realizzati: il sottopasso di via di San Virgilio; il vialetto di collegamento tra via di Santa Geltrude e il parco Mignone che deve essere presto ultimato; così come completata deve essere anche la pista ciclabile, oltre che "metabolizzata" dal rione senza rimpianti per una mobilità superata.
Anziani. C’è il problema della popolazione non autosufficiente nella zona di Aslago. Per quelle migliaia di famiglie si sono spese nel tempo promesse avveniristiche (ascensori, funicolari, scale mobili) ma rischiano di saltare i collegamenti esistenti. La sacrosanta ristrutturazione della linea 7, fatta per comprendere i condomini della zona più alta di via Castel Flavon, ha paradossalmente dimezzato, con la soppressione di una fermata, la possibilità di spostamento di 500 famiglie più a valle.
Il Completamento delle opere, come l'areale Rosenbach dove era previsto il lungodegenti. Il progetto è nelle nebbie e probabilmente lascerà per diversi anni un vuoto pesante nello scacchiere urbanistico di Oltrisarco. Così come resta da risolvere la questione del centro culturale della parrocchia del Santissimo Rosario, fermo per i problemi della cooperativa Cle. Un progetto che se completato darebbe tanto stimolo all’ aggregazione sociale, vista da tanti come uno strumento per migliorare dall'interno il quartiere stesso. Il distretto socio-sanitario i cui lavori per la nuova sede di piazza Nikoletti dovrebbero partire nel 2018 e concludersi nel 2020, dunque per utenti e operatori sembrerebbe solo questione di tempo.
Inquinamento. Su tutto il quartiere, e particolar modo sulla zona a nord di Oltrisarco, pesa poi il problema dell'ossido di azoto che si sprigiona dall’autostrada e che puntualmente fa scattare l’allarmante nella centralina di via Claudia Augusta. Le soluzioni sarebbero diverse, ma c’è un grave ritardo che va recuperato al più presto.
Punti di forza. A controbilanciare in parte i problemi del quartiere anche tante realtà virtuose. I piccoli negozianti che si oppongono alla desertificazione commerciale del quartiere scommettendo sulla qualità dei prodotti e valorizzando il rapporto privilegiato con gli abitanti.
Una generale apertura degli abitanti al rinnovamento e all’integrazione. I questo senso un bell’esempio è il progetto dell'azienda dei servizi sociali per lo “sviluppo di comunità” messo in piedi per far rinascere la zona di Maso della Pieve. Lì, grazie al paziente lavoro degli operatori, una comunità culturalmente variegata e priva di spazi di aggregazione, è riuscita, nell'arco di tre anni, a creare di un tessuto sociale. Ancora tanti gli argomenti che restano fuori. Uno su tutti, l'indecorosa situazione in cui versa il Virgolo, il colle che definisce a nord il confine di Oltrisarco è quasi completamente abbandonato al suo destino. Lì occorre, come su tutto, una rinnovata volontà di procedere, in primis della politica.


