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SAN CANDIDO. Nata in forma sperimentale nel 2009, per iniziativa dell’allora Ministro della Difesa, Ignazio La Russa e con il fondamentale apporto organizzativo dell’Ana, l’Associazione nazionale Alpini che si occupò dal punto di vista “pubblicitario” della prima fase di reclutamento, l’idea di «Vivi le Forze armate», volta a diffondere e far conoscere per quanto possibile dall’interno le Forze armate italiane, continua ad aver successo. L’iniziativa è oggi diventata una realtà acquisita in tutti o quasi i corpi dell’Esercito italiano, primo fra tutti evidentemente quello degli alpini ma anche nella Marina, nell’Aeronautica e perfino fra i Carabinieri. Non una iniziativa promozionale per le Forze armate e neppure un incentivo per una futura ferma a base volontaria bensì, come è stato affermato da più parti al ripetersi di ogni periodo addestrativo e come è stato sottolineato anche ieri dal colonnello Attilio Mattina dell’ufficio stampa delle Truppe Alpine e dal tenente colonello Angelo Morati, attuale comandante del battaglione Bassano di San Candido che da ormai quattro anni è la base addestrativa alpina di Vivi le Forze armate in val Pusteria, un’occasione offerta ai giovani italiani e alle giovani italiane, dai 18 ai 30 anni di età, di avvicinarsi e vivere dall’interno per tre settimane l’attività dei vari corpi militari. Fra cui, principe, quello degli Alpini con le sue peculiarità, per molti versi uniche, di contatto diretto con la natura ed il territorio montano.
Proprio per quanto riguarda le Truppe Alpine, l’esperienza 2012 di Vivi le Forze Armate è in pieno svolgimento da ormai una decina di giorni abbondanti, nelle basi del Centro addestramento di La Thuile in Val d’Aosta per la regione nord ovest e presso la Caserma Cantore di San Candido per il nord est. Poco più di un’ottantina di giovani, di cui oltre una trentina sono ragazze, divisi in due gruppi omogenei di una quarantina di elementi ciascuno, a fine agosto hanno risposto presente alle convocazioni diramate dalle Truppe Alpine, dando così inizio al loro percorso addestrativo e di conoscenza fra la Valle d’Aosta e la Val Pusteria.
E nella realtà locale, a San Candido, sono arrivati così in quarantuno, con una quindicina di ragazze, un po’ da tutta Italia, a cominciare da Puglia, Sicilia e Sardegna per finire alle regioni del nord, per vivere insieme questa nuova esperienza. Esperienza formativa: sveglia alle 6.30, una mezz’oretta per ritornare nel mondo dei vivi, ben pettinati e lasciando in camerata il “cubo” perfettamente allineato e poi via all’alzabandiera e quindi all’addestramento. Da quello formale, marcia, saluto, presentazione e formazione, fino a quello specifico in aula, fatto di geografia, topografia, conoscenza delle armi, per arrivare alle uscite sul terreno, la marcia, l’arrampicata provata proprio ieri, la pratica al poligono e i movimenti sul terreno. Una fase addestrativa completa, ancorchè giocoforza assai condensata, che nella terza settimana di “Vivi le Forze armate, militare per tre settimane”, troverà anche il tempo di mettere a confronto addestrativo le quattro squadre di nuove reclute per misurare le capacità di ciascuno di mettere in pratica, con lavoro di squadra, quanto è stato loro insegnato. Un confronto addestrativo che avrà come premio, nel corso della cerimonia di chiusura, la consegna del cappello da Alpino, quello che più di ogni diploma servirà in futuro a ciascuno di loro per poter dire: l’Alpino? Io l’ho fatto!
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