Bolzano. La chiamano la quinta stagione dell’anno, e non a torto, visto che il rito del Törggelen è ormai da decenni uno dei momenti clou dell’autunno dolomitico. Sono 24 le osterie contadine, i Buschenschank, che quest’anno cercheranno di fare rivivere quest’usanza nel modo più vicino possibile all’originale nel rispetto della tradizione. «Törggelen Originale», inaugurato il primo ottobre con l’accensione dei falò.

Il progetto arrivato alla terza edizione nasce per offrire ai tanti appassionati di questo rito, e non solo ai turisti, una festa più autentica che rispecchi meglio la tradizione e non si risolva solo in un evento consumistico. Partendo dai locali che tradizionalmente li ospitano.

Selezionati in base a criteri severi: in primo luogo il vino che deve essere di produzione propria. Infatti, le osterie contrassegnate dalla tradizionale frasca, in cui si andava ad assaggiare il vino appena vendemmiato e fermentato erano in realtà masi vitivinicoli che offrivano le piccole semplici prelibatezze di stagione. Il vino appunto, poi le castagne, e col tempo alcuni piatti della cucina tradizionale. Il tutto limitato a pochi mesi dell’anno per non sottrarre tempo ed energie alle attività contadine principali: l’allevamento e l’agricoltura. Il progetto promosso da IDM Alto Adige e dal Bauernbund sotto le insegne del Gallo Rosso, non promette solo castagne e vino nuovo di qualità prodotto in loco, ma anche ricette e piatti della tradizione preparate con cura e attenzione e con ingredienti locali.

Anche per le castagne si sono fissate regole severe. I masi in questione devono usare solo quelle altoatesine possibilmente raccolte in zona o addirittura dagli alberi del maso stesso. È ad esempio il caso del maso Oberlegar di Terlano che non solo produce un’ottima Schiava e un Sauvignon profumato ma è un autentico tempio della castagna che qui viene lavorata, studiata e selezionata nei castagneti di proprietà.

Due dei Buschenschank selezionati da Gallo rosso poi si sono impegnati nella produzione di speck fatto in casa, con maiali allevati in proprio. È il caso dell’Unteraichnerhof di Barbiano, località nota per una produzione di castagne di qualità e ora anche di speck e carne di maiale lavorati in casa.

Anche l’Oberpartegger di Villandro offre un Törggelen autentico: qui oltre al vino si allevano maiali per lo speck e si fa ancora il pane nel forno di casa come una volta, o quasi. Poi un vero reperto dei secoli passati. Un maso che ha ancora le architetture e gotiche del 400 e arredi magnificamente conservati, oltre a stanze più moderne per l’ospitalità.

Da Campodazzo e Barbiano fino a Montagna e Villandro sono tanti quindi i posti dove quest’autunno le osterie contadine cercheranno di non cedere alla tentazione della ristorazione di massa, limitando il Törggelen, che è la tradizionale merenda autunnale basata in primis su castagne e vino, al periodo definito dalla tradizione e ai luoghi in cui crescono gli ingredienti principali di questo pezzetto di cultura sudtirolese.

«Con delle regole severe e con i controlli di qualità vogliamo preservare l’autenticità di quest’usanza. I nostri ospiti cercano l’unico, il tipico e l’autentico e noi vogliamo trasmetterlo: tutto questo si ritrova in molti ambiti, come nella cultura contadina e nel paesaggio locale, ma soprattutto in tradizioni vive come il Törggelen», spiega Marco Pappalardo, di IDM.

Oltre a portare in tavola caldarroste, vini e altre prelibatezze fatte in casa, le contadine e i contadini coinvolgeranno gli ospiti con visite guidate, degustazioni e altre attività.
Varie le iniziative proposte dalle diverse aziende: si va dalla degustazione di marmellate alla visita della stalla, passando per la visita delle cantine o delle stanze per l’affumicatura. Per ulteriori informazioni sull’iniziativa è possibile visitare la pagina www.suedtirol.info/torggelen .

E secondo voi qual è il miglior maso dove "fare Törggelen"? Segnalateci il vostro posto preferito nei commenti sotto l'articolo.