BOLZANO. «Basta»: questo è il messaggio che Casapound ha voluto portare sulla strada di Don Bosco con un banchetto per le firme. Questa la forma, ma nella sostanza il messaggio è decisamente più incisivo. Se non ci riescono l'amministrazione o lo Stato a fermare il degrado, infatti, ci pensano i cittadini a piantonare i marciapiedi, i cortili e le varie porzioni della città che si sentono sotto scacco della piccola delinquenza. Non a caso la catena di termini che incornicia il manifesto è "spaccio, furti e paura": la stessa escalation più volte sottolineata dai residenti. La scelta di fare un presidio notturno, dalle 20 di ieri alle 8 di questa mattina, risponde proprio alla logica di un pattugliamento autoprodotto: di fatto una ronda versione soft all’angolo tra via Cagliari e via Bari. «Siamo semplicemente un gruppo di cittadini che raccoglie delle firme - puntualizza l'organizzatore Maurizio Puglisi Ghizzi - e con la nostra presenza tranquillizziamo una delle zone più insicure della città. State certi che questa notte nessuno ruberà nei garage». Presidio e ronda, insomma, sono sfumature dello stesso tenore. «Noi continuiamo a ritenere che debba essere compito dello Stato garantire la sicurezza. Bisogna farlo, peró, con una consapevolezza maggiore delle politiche di ingresso nel Paese e con misure che diano certezze della pena anche per la microdelinquenza. Bisogna essere più severi e rigorosi». È la scelta di farlo di notte, chiaramente, a rendere questo banchetto particolare: di sicuro si raccolgono più firme in pieno giorno. «È di notte che la gente ha paura. Non solo, siamo onesti nell’ammettere che questa formula ci garantisce della visibilità in più. Le assicuro, comunque, che ogni tanto dobbiamo essere noi a calmare le persone dalla rabbia che covano per quel che accade». Casapound che butta acqua sul fuoco popolare è singolare. «Invece è esattamente così. Io stesso ho sorpreso due ragazzini nomadi che stavano cercando di entrare in casa mia in via Cesare Battisti. Solo qualche giorno fa, sempre nella stessa strada, sono stati aperti tre garage per un furto da 10 mila euro. A Don Bosco sappiamo tutti quello che è accaduto da poco. Le assicuro che la rabbia monta facile, ma bisogna gestirla». Tra i punti sottoscritti dalla petizione, comunque, la richiesta di più illuminazione e, guarda caso, pattugliamenti. «La luce è fondamentale - continua Puglisi Ghizzi - perché non è solo un deterrente, ma proprio uno strumento di difesa. L'amministrazione ha una responsabilità diretta su questa. Le forze dell'ordine, invece, devono essere più presenti».

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