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BOLZANO. Costi della politica e privilegi. Tagliare si dovrà. I partiti si prendono l'impegno e mettono sul tavolo idee per Provincia e Regione. Verdi e Lega: sì a un fondo di solidarietà alimentato da parte delle indennità. Il Pd: tagli ai benefit. Sel: legge per ridurre gli stipendi. Per ridurre le indennità dei consiglieri provinciali-regionali è necessaria una legge regionale. Misure sulle indennità di assessori provinciali e ufficio di presidenza del consiglio provinciale sono invece di competenza del consiglio provinciale. Non sono gli unici provvedimenti di cui si riprende a parlare in questi giorni di indignazione generale sui mancati tagli ai costi della politica.
IL FONDO. Un fondo autoalimentato dai versamenti di consiglieri e assessori provinciali per misure di sostegno alla popolazione più debole può essere il modello di maggiore semplicità, già sperimentato dalla giunta di Laives e per un certo periodo dal gruppo della Svp. E' uno strumento adottato la scorsa legislatura dall'allora presidente del consiglio provinciale Riccardo Dello Sbarba (Verdi) con il fondo di rappresentanza legato alla sua carica. Ricorda Dello Sbarba che si trattò di una iniziativa in controtendenza rispetto all'estrema discrezionalità consentita nell'utilizzo di questi fondi publbici: «Assegnai il fondo di rappresentanza della presidenza del consiglio alla Caritas perché lo utilizzasse per tre progetti: microcredito a cittadini poveri, fondo di garanzia per appartamenti in affitto a lavoratori immigrati e una campagna di informazione sulla legge per la non autosufficienza.
Tra i benefit su cui si deve ragionare ci sono anche questi fondi di rappresentanza a disposizione di giunta provinciale, presidente del consiglio provinciale, vice e segretari questori. A seconda dei casi non è prevista alcuna giustificazione di spesa o è prevista la pezza giustificativa solo per metà del bonus. Che si inaugurino fondi autoalimentati o no, sono benefit che vanno ridotti e sui quali va imposta piena giustificazione delle spese». Elena Artioli (Lega) rilancia la sua proposta-mozione bocciata in aula nel febbraio 2009: «Riproporrò in consiglio provinciale il fondo per interventi contro la violenza sulle donne e di sostegno a donne sole con figli. Il fondo andrebbe alimentato da contributi mensili proporzionali alle indennità di componenti della giunta provinciale e del consiglio provinciale, da un massimo di 570 euro al mese del presidente provinciale al minimo di 300 euro per i consiglieri».
I BENEFIT. Parcheggio e autostrada gratis, doppio rimborso chilometrico da consiglio provinciale e regionale (16 mila chilometri all'anno in tutto). Sono alcuni dei benefit degli eletti provinciali e regionali. Il Pd promette: «A settembre presenteremo in Provincia e Regione misure di risparmio effettivo, a partire dalla revisione dei rimborsi e dei benefit. Questi provvedimenti dovranno aggiungersi a quanto effettuato a inizio legislatura, con la diminuzione delle indennità per assessori e presidenza del consiglio provincale, il blocco delle rivalutazioni delle indennità dei consiglieri. Non va infine dimenticata l'eliminazione dei vitalizi per i nuovi consiglieri regionali». L'assessore Christian Tommasini anticipa: «Ne ho parlato con colleghi del gruppo Pd regionale e con esponenti della Svp».
LE LEGGI. Sel chiede una legge regionale «per ridurre del 30% tutti gli emolumenti, indennità e gettoni di presenza, dai consigli di quartiere ai governatori». Donato Seppi (Unitalia) denuncia: «La Svp mente, quando si dimostra disponibile a manovre sui costi della politica. La nuova legge elettorale che separerebbe le funzioni di assessore e consigliere provinciale comporterebbe la retribuzione non più di 35 ma di 43 eletti, 1,4 milioni in più all'anno».
IL FONDO. Un fondo autoalimentato dai versamenti di consiglieri e assessori provinciali per misure di sostegno alla popolazione più debole può essere il modello di maggiore semplicità, già sperimentato dalla giunta di Laives e per un certo periodo dal gruppo della Svp. E' uno strumento adottato la scorsa legislatura dall'allora presidente del consiglio provinciale Riccardo Dello Sbarba (Verdi) con il fondo di rappresentanza legato alla sua carica. Ricorda Dello Sbarba che si trattò di una iniziativa in controtendenza rispetto all'estrema discrezionalità consentita nell'utilizzo di questi fondi publbici: «Assegnai il fondo di rappresentanza della presidenza del consiglio alla Caritas perché lo utilizzasse per tre progetti: microcredito a cittadini poveri, fondo di garanzia per appartamenti in affitto a lavoratori immigrati e una campagna di informazione sulla legge per la non autosufficienza.
Tra i benefit su cui si deve ragionare ci sono anche questi fondi di rappresentanza a disposizione di giunta provinciale, presidente del consiglio provinciale, vice e segretari questori. A seconda dei casi non è prevista alcuna giustificazione di spesa o è prevista la pezza giustificativa solo per metà del bonus. Che si inaugurino fondi autoalimentati o no, sono benefit che vanno ridotti e sui quali va imposta piena giustificazione delle spese». Elena Artioli (Lega) rilancia la sua proposta-mozione bocciata in aula nel febbraio 2009: «Riproporrò in consiglio provinciale il fondo per interventi contro la violenza sulle donne e di sostegno a donne sole con figli. Il fondo andrebbe alimentato da contributi mensili proporzionali alle indennità di componenti della giunta provinciale e del consiglio provinciale, da un massimo di 570 euro al mese del presidente provinciale al minimo di 300 euro per i consiglieri».
I BENEFIT. Parcheggio e autostrada gratis, doppio rimborso chilometrico da consiglio provinciale e regionale (16 mila chilometri all'anno in tutto). Sono alcuni dei benefit degli eletti provinciali e regionali. Il Pd promette: «A settembre presenteremo in Provincia e Regione misure di risparmio effettivo, a partire dalla revisione dei rimborsi e dei benefit. Questi provvedimenti dovranno aggiungersi a quanto effettuato a inizio legislatura, con la diminuzione delle indennità per assessori e presidenza del consiglio provincale, il blocco delle rivalutazioni delle indennità dei consiglieri. Non va infine dimenticata l'eliminazione dei vitalizi per i nuovi consiglieri regionali». L'assessore Christian Tommasini anticipa: «Ne ho parlato con colleghi del gruppo Pd regionale e con esponenti della Svp».
LE LEGGI. Sel chiede una legge regionale «per ridurre del 30% tutti gli emolumenti, indennità e gettoni di presenza, dai consigli di quartiere ai governatori». Donato Seppi (Unitalia) denuncia: «La Svp mente, quando si dimostra disponibile a manovre sui costi della politica. La nuova legge elettorale che separerebbe le funzioni di assessore e consigliere provinciale comporterebbe la retribuzione non più di 35 ma di 43 eletti, 1,4 milioni in più all'anno».


