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BOLZANO. È finito il tempo dei presidenti per sempre. La nuova legge elettorale provinciale, in discussione da ieri in Consiglio, introduce il limite di tre mandati: quindici anni di governo massimo, come vale già per gli assessori. È una scelta della stessa Svp, autrice del disegno di legge 115/17 che porta la firma dei consiglieri Noggler, Amhof, Wurzer, Hochgruber Kuenzer e Deeg. La discussione in aula è stata allargata a due disegni di legge elettorali di Andreas Pöder e a quello dei Freiheitlichen. Tra i punti di contatto dei testi della destra tedesca c’è la proposta, rigettata dalla Svp, di elezione diretta del presidente provinciale, come in Trentino. A favore dell’elezione diretta c’è anche il M5S, mentre sono contrari i Verdi («ha aspetti personalistici che non sono una garanzia di democrazia»).
Altra novità del testo Svp, il possibile aumento degli assessori. La giunta può andare da otto a undici persone, presidente compreso. Oggi la giunta Kompatscher è di otto. Il limite di 15 anni (ma ci si può ricandidare dopo una pausa di quattro anni) è stata una proposta di Kompatscher stesso, che ribadisce, «nel mio caso mi fermerei a dieci anni».
Dopo il braccio di ferro con tutte le opposizioni, la Svp ha rinunciato (per ora) a introdurre qualche forma di soglia di sbarramento. Il disegno di legge conferma il sistema proporzionale puro. Il Pd avrebbe gradito inserire la possibilità di alleanze: non se n’è fatto nulla. Al momento è prevalsa la linea della massima prudenza, per provare a scongiurare un referendum (si può chiedere se l’approvazione avverrà senza maggioranza dei due terzi).
Il colpo a sorpresa è arrivato ieri sulle quote rosa, attraverso un emendamento di Josef Noggler che ha infiammato la discussione nella stessa Svp. È una lunga storia. Il testo iniziale prevedeva quote rosa minimali. In commissione un accordo trasversale aveva ottenuto una versione rafforzata: una lista può avere al massimo due terzi di candidati uomini. Noggler vuole ora tornare alla dicitura secondo cui una lista può avere al massimo 23 uomini. Traduce Brigitte Foppa (Verdi): «Quindi, su 24 candidati, basterebbe una sola donna. Non mollano mai...». Donne Svp arrabbiate, ma oggi Noggler nella votazione potrebbe trovare alleati tra destra tedesca e Alessandro Urzì. Per la giunta le assessore devono essere in proporzione al numero delle consigliere. Altre novità del disegno di legge Svp: le liste devono avere un numero minimo di 12 candidati. Il tetto massimo di spesa per la campagna elettorale dei singoli candidati è di 30 mila euro (troppi, secondo le opposizioni, che lamentano la mancata regolazione dei gruppi di interesse).
I seggi chiuderanno alle ore 21 e non più alle ore 22. «Grave penalizzazione dell’elettorato urbano, e quindi in particolare del gruppo italiano, che ha abitudini diverse rispetto alle località rurali», accusa Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore). Confermato, con qualche ritocco, il voto per corrispondenza per chi vive all’estero. Nel voto di preferenza si dovrà indicare il nome del candidato, non basterà più il numero di lista. In caso di mozione di sfiducia al presidente, dovrà essere eletto anche il successore. Paul Köllensperger (M5S) aveva proposto la possibilità di votare candidati di più liste. Il capogruppo Dieter Steger rivendica la disponibilità della Svp nella conservazione del proporzionale puro (previsto dallo Statuto): «La divisione dei voti per il quoziente elettorale, pari a 35,2, permette l’accesso in Consiglio con la metà dei voti dell’ultimo eletto Svp. Non so se sia democratico».
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