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BOLZANO. La Svp ha messo in chiaro le cose: «Se la legge elettorale non garantirà i collegi uninominali,il nostro partito saluterà la maggioranza». E il governo direbbe probabilmente addio alla manovra di bilancio. Ieri si è provato a fare ripartire la legge elettorale ma la questione si è subito arenata a Roma in Commissione affari costituzionali. Ad oggi i collegi uninominali non ci sono. In Trentino Alto Adige alle politiche della primavera prossima si voterebbe dunque con il sistema proporzionale, come avviene nel resto d'Italia. La legge elettorale è una vera e propria spada di Damocle, visto che il Parlamento dovrà ripartire dal testo emendato da Riccardo Fraccaro (M5S) e Michaela Biancofiore (Forza Italia), ovvero senza i collegi uninominali in Regione. «Aspettiamo che la Camera termini la discussione della legge elettorale con il voto finale. Quando arriverà a Palazzo Madama», osserva il senatore trentino Sergio Divina (Lega), «mi batterò per la conservazione dell’emendamento che restituisce al Trentino Alto Adige una rappresentatività parlamentare democratica e popolare. Nessuno può pretendere, magari non raggiungendo nemmeno il 50% dei voti, di fare “cappotto” incassando 10 degli 11 collegi in palio alla Camera». Dopo l’ultimatum della Svp al governo, Michaela Biancofiore si fa sentire: «La Svp con il consueto piglio prevaricatore e dittatoriale sta suscitando un moto di rivolta all’interno di tutti i partiti dell’arco costituzionale e anche nelle istituzioni italiane. Il messaggio che sta passando è che le Province autonome tengano in ostaggio un Paese intero, che ha diritto ad avere la legge elettorale che i maggiori partiti presenti in Parlamento avevano concordato». Fraccaro rivendica l’emendamento che a giugno aveva fatto saltare la legge elettorale: «Se si dovesse andare a votare con questi cambiamenti sarebbe un passo avanti per il Trentino Alto Adige. E anche per l’Autonomia. Sarebbe un sistema elettorale più rappresentativo del territorio. Non ci sarebbe più la grande coalizione che con il 40 per cento dei voti si porta a casa l’80 per cento dei seggi. Ci sarà di certo un premio di maggioranza ma non sarà più distorsivo della volontà popolare. La legge eletorale con il nostro emendamento sarebbe più democratica». Ma il deputato Lorenzo Dellai commenta: «Sulla legge elettorale speriamo che la Camera eviti una ennesima brutta figura. Che sia un sistema elettorale capace di fare veramente una sintesi virtuosa tra rappresentanza, trasparenza delle posizioni e stabilità dei governi».


