BOLZANO. Ci riprovano. L'ultima volta, quando le opposizioni altoatesine scesero a Roma tutte insieme per farsi ascoltare dalla commissione affari costituzionali della Camera, andò bene: la legge Alfreider, con quel passaggio pro-ladini giudicato "una trappola per garantire un altro seggio in consiglio alla Svp" fu alla fine stoppato. Ora Riccardo Dello Sbarba assieme ai suoi due colleghi verdi e con Urzì , team Autonomie e tanti sudtirolesi "doc"come i Freiheitlichen, Südtirol Freiheit, 5Stelle, Buerger Union hanno di nuovo chiesto al presidente della commissione, Andrea Mazziotti di Celso, Scelta Civica, di essere ascoltati. Questa volta sarà più difficile perchè a differenza della legge Alfreider la legge elettorale e il suo corollario uninominale, è carne viva per il partito di raccolta. Tocca, infatti, quelle il senatore Zeller questa volta affiancato da tutto il partito, Landeshauptmann compreso, considerano delle vere e proprie "garanzie pattizie" legate allo stesso sostegno dei governi di centrosinistra a trazione Pd. Tanto che la delegazione parlamentare Svp ha più volte minacciato di togliere la fiducia allo stesso Gentiloni se si toccasse l'uninominale nei collegi altoatesini. Ma è su questo che la delegazione delle opposizioni vuole sfidare il partito di maggioranza relativa a Roma. «Perché lì ci vedono spesso come un piccolo territorio in cui la minoranza tedesca è rappresentata dalla Volkspartei - spiega Dello Sbarba - e dunque andare in commissione con 13 consiglieri di lingua tedesca e far capire che la minoranza non ha un unico volto ma vuole essere democraticamente rappresentata sarà importante». È questo il senso dell'operazione che fa seguito alla conferenza stampa congiunta dell'altro giorno in consiglio provinciale: far comprendere come una diversa cornice dello schema elettorale possa comunque garantire la presenza in ogni caso della minoranza linguistica ( che è lo snodo che non va posto in discussione) ma che, nel contempo, riesca a garantire anche "le minoranze politiche". E per le opposizioni, di destra, di sinistra o di centro, l'unico sistema capace di mettere insieme queste due esigenze è un proporzionale puro in sostituzione dei collegi uninominali. «Altrimenti, se si continua come ora, chi vince in un collegio si prende tutto e non lascia neppure le briciole - insiste il consigliere verde - tanto che la Svp con il 45,7% dei voti riesce a conquistarsi sempre l'80% dei seggi». Le opposizioni altoatesine sperano che queste cifre facciano ripensare i deputati. E anche il fatto che la commissione ha una maggioranza sì di centrosinistra ma con il centrodestra ben rappresentato. «E nella nostra delegazione troveranno sia me, che sono di centrosinistra - chiosa Dello Sbarba - che Urzì che è di destra». Insomma, ieri la lettera è partita: «Le trasmetto a nome dei 7 gruppi - inizia - su un totale di 9 del consiglio della Provincia autonoma, la richiesta di essere uditi dalla commissione che lei presiede in merito alla normativa speciale riguardante la nostra regione nella legge elettorale...». Un altro punto che sarà ricordato è quello relativo alla votazione effettuata a Bolzano in consiglio proprio sulla legge proporzionale che finì in parità : 16 a 16. «E questo farà ancora di più capire come la minoranza tedesca non sia una esclusiva Svp e come la democrazia debba essere considerata un valore...».(p.ca.)