BOLZANO. La legge elettorale per Bolzano non è ancora persa. Il giorno dopo la maratona in consiglio regionale, è arrivata la convocazione annunciata per la seduta del 29 gennaio e una discreta dose di fiducia che la legge passerà, ostruzionismo o non ostruzionismo. «Sì, credo che ce la faremo», annuncia l’assessore regionale Josef Noggler, «a costo di stare chiusi in Consiglio a Trento per tre giorni». Mercoledì sera la legge sembrava affossata sotto migliaia di pagine di emendamenti ostruzionistici di Andreas Pöder (BürgerUnion) e Walter Blaas (Freiheitlichen), tra cui 240 pagine di un ordine del giorno di Pöder ancora non tradotte. «La legge è finita...» si sono detti i consiglieri. Poi la decisione di provarci. La presidente del consiglio regionale Chiara Avanzo, d’accordo con i capigruppo, alle 22.30 ha dichiarato chiusa i lavori, annunciando che sarebbe stata organizzata una nuova seduta il 29 gennaio. Ieri la convocazione è arrivata. Alle ore 10 di venerdì 29 gennaio, «fino a esaurimento dell’ordine del giorno». È la formula, spiega Noggler, «con cui si annuncia che la seduta procederà a oltranza. Potremo passare la notte in Consiglio e magari anche i giorni successivi. Sono abbastanza sereno, credo che Bolzano avrà la legge elettorale».

Una conseguenza del rinvio probabilmente ci sarà. Le elezioni comunali di Bolzano potrebbero slittare dalla data probabile di metà maggio all’inizio di giugno.

Il capogruppo della Svp Dieter Steger ha pubblicato sul web una foto della montagna di carta parcheggiata in consiglio regionale: sono 4000 pagine di documenti ostruzionistici. Ieri la Svp ha preso posizione con l’Obmann Achammer, Steger e Noggler contro la manovra dei due gruppi della destra tedesca: «È irresponsabile che alcuni consiglieri di opposizione blocchino il lavoro di un consiglio regionale composto da 70 persone».

Ecco perché Noggler si dichiara ottimista: «Come prima cosa, Pöder leggerà le 240 pagine del suo ordine del giorno: ci vorranno alcune ore, e arriveremo al pomeriggio del 29 gennaio. Poi inizierà la discussione sugli articoli e gli emendamenti. Sono molti, ma avremo il tempo che serve». Noggler conferma che verrà portato un testo ridotto all’osso, «il compromesso del compromesso»: restano solo le soglie minime per l’accesso al consiglio comunale di Bolzano (3% per le liste singole, 7% per le coalizioni, 2,2% per le liste coalizzate), resta il limite di spesa nel caso di aumento delle giunte comunali, nessun taglio ai 45 consiglieri di Bolzano. Pöder e Blaas sostengono di protestare perché chiedono di ridurre Bolzano a 35 consiglieri, come il consiglio provinciale. Noggler sorride: «Non è quello il loro problema. Ciò che dà fastidio sono le soglie di accesso». La destra tedesca proverà per la prima volta a entrare in Consiglio a Bolzano con una lista unica e il 3% è troppo per le loro forze. (fr.g.)

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