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BOLZANO. C’è la legge elettorale per le provinciali. Dopo mesi di discussioni interne, la Svp ha depositato il disegno di legge con primo firmatario Josef Noggler. Caduta da tempo l’elezione diretta del presidente provinciale, la Svp rinuncia per il momento a introdurre un meccanismo di soglie di sbarramento. Ma c’è una novità che dalla prima lettura ha fatto infuriare le opposizioni. La chiamano «la truffa del ladino». Questa la traduzione, tra gli altri, di Riccardo Dello Sbarba (Verdi) e Andreas Pöder (BürgerUnion): «La Svp si è inventata il meccanismo per avere l’elezione garantita del ladino, rubando un posto agli altri partiti». Aggiunge Dello Sbarba: «A pagare il prezzo di questa legge truffa sarebbe probabilmente il gruppo italiano».
In consiglio provinciale il regolamento non consente un vero e proprio ostruzionismo. «Ci sono altri sistemi per bloccare questo scandalo. La Svp ci pensi bene, prima di andare avanti, perché è una norma a forte rischio costituzionale», dice Pöder. Impugnazione annunciata o in alternativa, aggiunge Dello Sbarba «referendum». Il meccanismo di attribuzione dei seggi resta il proporzionale utilizzato fino ad ora. Non è escluso che la Svp arrivi più avanti con un emendamento sulla soglia di sbarramento. E questo è il nodo sui ladini. In consiglio deve esserci almeno un consigliere ladino. Se non viene eletto grazie ai propri voti, la legge elettorale attuale prevede che entri in Consiglio il ladino con le maggiori preferenze, che toglie il posto all’ultimo eletto della propria lista. Negli ultimi anni non è servito: Florian Mussner entrava direttamente. Nel disegno di legge depositato, il ladino più votato entra in consiglio a discapito della lista che ha ottenuto l’ultimo resto. «È palesemente una norma per agevolare la Svp nel caso di un candidato ladino debole: lo portano in Consiglio rubando il posto ad altri, invece che sacrificare un proprio candidato», accusa Dello Sbarba.
Il disegno di legge prevede l’allargamento della giunta: attualmente l’esecutivo si ferma a otto, presidente compreso. Con la proposta Noggler la giunta può arrivare a undici componenti.
Viene introdotto anche il limite dei mandati per il presidente: massimo tre legislature consecutive, come previsto per gli assessori. Si può tornare in campo dopo una pausa di quattro anni. Quote rosa: il numero delle assessore deve rispettare la percentuale della presenza di donne in Consiglio. Novità sull’orario di voto:chiusura anticipata alle ore 21. Spese elettorali dei singoli candidati ridotte da 40 mila euro a 30 mila euro a testa. (fr.g.)
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