BOLZANO. La Svp resta isolata sulla proposta di legge elettorale per le provinciali. Anche il Pd si tira fuori dal disegno di legge depositato dal gruppo della Stella alpina. «Non voterò la legge, se resterà la norma ingiusta sull’eletto ladino che entrerebbe in consiglio provinciale a scapito dell’ultimo dei resti, probabilmente un italiano», annuncia il vicepresidente Christian Tommasini. Sono alleati, ma il Pd, informa Tommasini, non è stato coinvolto dalla Svp nella stesura del disegno di legge. Il «no» di Tommasini ed eventualmente di Bizzo può essere determinante per il futuro della legge. La Svp ha solo 17 voti in Consiglio, sui 18 necessari per l’approvazione delle leggi. Il punto è esattamente questo, chiarisce Elena Artioli (Team A), che pure annuncia il voto contrario: «Il Pd questa volta avrà il coraggio di andare fino in fondo? Vogliono togliere ancora qualcosa al gruppo italiano? Qual è la linea dei veri leader del Pd altoatesino, Gianclaudio Bressa e Carlo Costa?». Almeno un ladino deve sedere in consiglio provinciale. In caso di mancata elezione con proprie preferenze, secondo la legge attuale entra il candidato ladino più votato, che toglie il posto all’ultimo eletto della propria lista. Con la nuova proposta Svp, il ladino strapperebbe invece il seggio al consigliere che entrerebbe con l’ultima ripartizione dei resti, qualsiasi sia la sua lista. Le opposizioni già minacciano di impugnare la legge. Tommasini protesta: «Il diritto di rappresentanza dei ladini è fuori discussione e garantito dallo Statuto di autonomia. Questo diritto non può tuttavia essere esercitato a scapito di altri gruppi che pure hanno diritto di rappresentanza, come gli italiani. Una democrazia, e una terra delicata come la nostra in particolare, ha bisogno di pesi e contrappesi. La legge elettorale provinciale va di pari passo con la riforma dello Statuto, su cui sto organizzando un evento insieme a Francesco Palermo e Laura Polonioli della Convenzione dei 33: come vogliamo che sia l’autonomia futura? Ho dubbi anche sull’allargamento a 11 della giunta». Il Pd invece, aggiunge Tommasini, è favorevole a qualche forma di soglia elettorale: «La dispersione dei voti è pure un problema». Secco «no» alla proposta elettorale della Svp arriva dal M5S, che attacca anche la riforma dello Statuto firmato Alfreider, che sdogana le soglie di sbarramento nella legge elettorale provinciale: «Una nostra interrogazione parlamentare chiede di bloccare la riforma».