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BOLZANO. La legge urbanistica provinciale è partita bene ma rischia di concludersi con un "attacco alla diligenza". Perchè tutela del paesaggio, spazi pubblici, ecosistema potrebbero correre seri rischi sottoposti come sono stati, in queste settimane, a inciampi e deroghe, pressioni delle lobby e disattenzioni. "Invece solo se saremo in grado di tutelare il nostro patrimonio paesaggistico e culturale possiamo pensare di rafforzare la nostra specificità e la nostra identità". Questo l'allarme lanciato da Lab.Bz che delinea anche un orizzonte: la nuova legge deve continuare a muoversi e a configurarsi attraverso un percorso partecipato, tenendo conto della fragilità dell'ecosistema. La piattaforma ambientalista, costituitasi intorno ad una rete di architetti e urbanisti, come Roberto D'Ambrosio, Margot Wittig o Christoph Mayr Fingerle, commercianti e esponenti del mondo sindacale e sociale, ha già iniziato a costituire tavoli di lavoro in cui dare voce a coloro che si sentono esclusi. Iniziative già consolidate a Bolzano e che ora si intendono estendere nel territorio proprio in vista del vasto dibattito che si è aperto intorno alla legge provinciale sul paesaggio. Iniziando dal cancellare un possibile equivoco: "La norma non è da declinare come una nuova legge di orientamento economico" ma il patrimonio paesaggistico va inteso come patrimonio culturale tout court e sottoposto alla responsabilità di ogni cittadino. Come primo punto, lo spazio pubblico deve tornare ad essere nucleo fondante per la pianificazione urbanistica. E in questo spazio, Lab.Bz ci mette dentro" luoghi condivisi di incontro, vie e piazze che vanno sottratti ai veicoli e al traffico per restituirli alle persone". L'associazione poi entra nei dettagli, rilevando che, dopo un buon inizio partecipato "ci è parso di intuire ora un lavorìo sottotraccia di gruppi di interesse che è stato capace di snaturare i principi originariamente elaborati". Ne deriverebbe che a perderci "è l'istituzione che ha promosso la partecipazione per poi eluderla mostrando la propria debolezza nei confronti di specifici raggruppamenti". Questo assalto si rivela nelle tante deroghe aggiunte in questo ultimo periodo. Poi, nella legge, non è ancora riconoscibile un nuovo atteggiamento che metta al centro l'ecologia e la biodiversità: poca agricoltura biologica, mortificata la sostenibilità. "Ne è un esempio - continua Lab.Bz - la possibilità di trasformare il bosco in aree adibite a monocolture agricole. Tanto che nella nuova legge si riscontra un analogo atteggiamento ambiguo anche per quanto riguarda le strade alpestri e altri interventi standardizzati capaci di modificare in modo evidente il profilo paesaggistico". Quindi, conclude l'associazione, vanno messi al primo posto lo spazio pubblico, i giovani e le loro esigenze e soprattutto la consapevolezza che "il valore delle aree non dipende dalla loro monetizzazione ovvero rendita ma anche dalla vitalità che esse esprimono attraverso le attività ludiche e di socializzazione". (p.ca.)


