BOLZANO. Il Pd trasloca per un giorno in Zona e apre le porte a associazioni, giovani imprenditori di se stessi, sindacati, industriali. E avversari politici (come Giorgio Holzmann), che poi di questi tempi, renzianamente, i concorrenti di centrodestra possono diventare perfetti alleati. Stanno partendo in queste ore gli inviti della «Leopoldina», l’iniziativa di sabato 21 novembre organizzata da Christian Tommasini e Carlo Costa. Il titolo è «L’Alto Adige che verrà». L’evento può essere letto come una riunione di corrente di due big del partito che riaffermano il proprio ruolo. Costa e Tommasini rispondono che gli inviti saranno copiosi, si dice centinaia, e a 360 gradi. «La nostra provincia è arrivata a un momento di svolta, gli antichi schemi non funzionano più, come dimostra il caso del Comune di Bolzano», anticipa Costa, «Il Pd può subire gli eventi o mettersi al centro, capire e agire. Ecco perché non è una riunione di partito, ma una occasione per ascoltare, anche mondi diversi dal nostro», riassume Carlo Costa.

I potenziali candidati. La formula di «L’Alto Adige che verrà» è ricalcata sulle Leopolde di Renzi: microfono aperto per interventi che non potranno durare più di tre minuti. La sede scelta è lo stabilimento Lenzi in via Enrico Fermi. E davanti a quel microfono sfileranno anche alcuni potenziali candidati sindaci. Sarà il primo appuntamento di questo tipo, ecco perché è accompagnato da una certa attesa. I due organizzatori non vogliono sentirne parlare in questi termini, «intervengono come espressione dei loro mondi di riferimento», ma tra gli inviti partiti o in via di spedizione, certi nomi sono da evidenziatore. Solo per citarne alcuni, verranno invitati il senatore Francesco Palermo, il regista Marco Bernardi, Umberto Tait (direttore del comprensorio sanitario di Bolzano), Eros Magnago (segretario generale della Provincia), Renzo Caramaschi (già City Manager del Comune), Mauro Marchi (presidente di Aew). Claudio Corrarati (presidente Cna), sarà fuori Bolzano e verrà organizzato un collegamento via Skype. Parlerà di sicuro, dalle fila del Pd, Sandro Repetto, altro papabile. Alcuni di questi, come Palermo e Magnago, si sono dichiarati indisponibili, ma c’è chi continua a sperare in un sì.

Una lista lunga. Se l’iniziativa porta la firma di Costa e Tommasini, nell’organizzazione sono coinvolti, tra gli altri, Alessandro Huber per il mondo giovanile e Fabrizio Oliver, ex assessore a Laives. Tra le centinaia di inviti, ci sarà uno spaccato di tutte le anime del Pd, con la segreteria guidata da Liliana Di Fede, la maggioranza e la minoranza di Roberto Bizzo, Mauro Randi e Luisa Gnecchi. Bizzo ci sarà: «Certo che sì. Benvenuta ogni occasione in cui si scambiano idee». Verrà invitata Elena Artioli di LiberalPd, che nei giorni scorsi rumoreggiava «vediamo se vogliono farsi le cose da soli o se ci coinvolgeranno». Fuori dalla politica, gli inviti andranno da Stefan Pan (Assoimprenditori), alle altre categorie economiche, i sindacati, le associazioni.

Avversari a confronto. Perché invitare Giorgio Holzmann, che dal suo ritiro sonda un possibile ritorno «civico»? «Non sarà l’unico invito a esponenti del centrodestra», risponde Costa. Poi ci saranno gli inviti agli ecosociali, da Luigi Gallo a Guido Margheri ai Verdi, la Svp, a esponenti di presenti e future liste civiche. Il senso? «C’è bisogno di capire e di cambiare», risponde Costa. Strizzate l’occhio al centrodestra? «Non è questo. Se il tema è l’Alto Adige del futuro non possiamo discuterne solo tra di noi. Il Pd deve ritagliarsi il suo profilo, dicendo cosa pensa di aeroporto, inceneritore, welfare ed economia. Non si può demandare tutto ai referendum». Le civiche saranno il tormentone elettorale? «Credo proprio di sì. Anche nella Svp si è aperta la discussione».

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