BOLZANO. L’associazione volontari del sangue (AVIS) dell’Alto Adige ieri ha festeggiato al Cristallo l’ormai tradizionale “Natale del donatore” che ha visto anche la consegna degli attestati dalle 50 donazioni in poi. Ricordiamo che all’AVIS spetta il compito di coordinare il Centro trasfusionale dell’ospedale di Bolzano dove arriva il sangue di tutta la provincia. E l’AVIS ha raggiungo già da tempo un importante obiettivo: mobilitare così tanti donatori e donatrici in modo tale che l’Alto Adige possa contare su un’autonoma riserva di sangue. Sono 20 mila - infatti - i donatori volontari che danno il proprio prezioso contributo per la vita degli altri. La maggior parte dona regolarmente, e alcuni di loro conoscono l’impegno come “vigili di fuoco” per la banca provinciale del sangue: se un gruppo sanguigno risulta scarseggiare, oppure ne aumenta la richiesta a causa di circostanze imprevedibili, l’ufficio dell’AVIS contatta ad hoc i singoli donatori, con la preghiera di andare subito a donare. La maggior parte dei donatori riceve per tempo tale comunicazione, così che possa essere fissato un appuntamento. “Nonostante questa precisa pianificazione e la grande disponibilità dei volontari – dice il presidente Diego Massardi – resta il fatto che ogni anno ben 2 mila donatori e donatrici lasciano per ragioni di età”. Solo sino al 65 esimo anno di età è - infatti - possibile donare il sangue. Perciò resta un obiettivo per il prossimo futuro quello di attirare giovani donatori. Da sottolineare anche l’incremento del numero di donatori periodici di origine straniera, anche extraeuropea. Ciò non solo è indice di una popolazione integrata e cosmopolita, ma anche ha un importante risvolto sanitario dato l’aumento di pazienti extraeuropei. Tali popolazioni infatti hanno varianti specifiche di gruppi sanguigni compatibili solo con donatori della medesima provenienza”.