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BOLZANO. Il dottor Karl Kob, grande esperto di funghi, lancia un appello agli appassionati che in questi giorni stanno prendendo letteralmente d’assalto i boschi altoatesini. «Fate attenzione al cortinario orellanoide, fungo velenoso nefrotossico, potenzialmente mortale».
Dopo le recenti abbondanti piogge, seguite da giornate molto calde e da forti venti, nei boschi umidi di abete rosso della provincia, dall’Alta Pusteria alla Bassa Atesina, si registra una grande crescita del fungo velenoso potenzialmente mortale, il cortinario orellanoide.
«Si tratta - spiega il dottor Kob - di un fungo a lamelle, di colore arancio o rosso-brunastro, dotato di un umbone appuntito al centro del cappello, con un odore rafanoide. In annate di forte crescita di questo fungo, come per esempio quest’estate, tale fungo può manifestarsi anche in maniera cespitosa, per cui il rischio di scambio con specie commestibili può essere particolarmente elevato. Il cortinario orellanoide contiene una potente tossina nefrotossica, molto resistente al calore. Qualora ingerito accidentalmente, il fungo causa gravi ed irreversibili danni ai reni, fino alla loro completa distruzione. Dai raccoglitori non o poco esperti, il cortinario orellanoide può essere scambiato con numerose specie di funghi commestibili, in particolare con il paragonfidio feltrato (Chroogomphus helveticus) e il paragonfidio viscido (Chroogomphus rutilus) (detti chiodelli o chiodetti), ma anche con le armillarie del gruppo mellea (“chiodino”, “buona famiglia”)». Ma non si tratta degli unici pericoli. «Nel periodo estivo-autunnale, nei boschi della nostra provincia, sotto noccioli, castani e querce, è molto diffuso il fungo velenoso potenzialmente mortale, amanita falloide (Amanita phalloides, forma verdastra e bianca), la cui ingestione può portare alla distruzione del fegato».
Un altro fungo che ora possiamo trovare nei nostri boschi è il tricoloma tigre (Tricholoma pardinum), che causa gravi sindromi gastrointestinali. «L’ingestione di tale specie rende spesso necessario il ricovero ospedaliero. Il fungo può essere scambiato con alcune specie grigie del genere Tricholoma (Tricholoma terreum) o Liophyllum, comunemente chiamati moretti e morette».
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