BOLZANO. Il premier Enrico Letta blinda l’autonomia speciale, anzi, «specialissima», perché ancorata internazionalmente, come sottolinea euforico Luis Durnwalder. È stato un successo pieno per la Provincia il vertice di ieri pomeriggio a Palazzo Widmann con il presidente del Consiglio Letta e il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio. È stato firmato un memorandum attraverso cui il governo, che ieri compiva 100 giorni, si impegna a concretizzare l’accordo elettorale Svp-Pd. Ma prima delle misure su finanze, commercio, urbanistica e toponomastica (il testo integrale a lato), parco dello Stelvio e nomina della Commissione dei 6 e dei 12 ci sono le parole pesanti di Letta sul rispetto della specialità. «Ho il culto dell’autonomia», annuncia Letta, una autonomia la cui «tutela e valorizzazione per me sono sacri e fanno parte del programma di governo votato alla Camera e al Senato. L’Italia ha bisogno che questa provincia sia ancora più dinamica».

Durnwalder archivia soddisfatto la parentesi del governo Monti, fatta di «imposizioni» e al premier ospite riconosce «uno spirito concreto e una volontà di fare, che vengono apprezzati dagli italiani: credo che questo governo durerà più del previsto».

Intanto in piazza Magnago protestavano Pdl, Unitalia, Alto Adige nel cuore, Freiheitlichen e Südtiroler Freiheit.

Letta e Delrio sono arrivati alle 18 a Palazzo Widmann. Mezzora è durato il colloquio riservato tra i due esponenti del governo, il presidente Durnwalder e Richard Theiner. Un incontro sia istituzionale che di partito, visto che Theiner oltre che vicepresidente provinciale è anche l’Obmann della Svp (e Tommasini, l’altro vicepresidente non ha partecipato a questa fase dei colloqui). Il quartetto è poi sceso nell’auditorium al piano terra: lì Letta e Durnwalder hanno firmato il memorandum. In sala c’era la giunta provinciale, una delegazione dei parlamentari Svp e Pd (Bressa, Alfreider, Plangger, Ottobre, Zeller e Berger), il commissario del governo Valerio Valenti, il presidente del Consorzio dei Comuni Arno Kompatscher («e anche mio probabile successore», lo presenta Durnwalder) e il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, che viene salutato da Letta: «Lo conosco da anni e gli ricordo che ci sta a cuore il tema dell’autonomia dei Comuni». Già domani si riunirà la commissione di tecnici ministeriali e provinciali per i lavoro sull’autonomia fiscale e forme di partecipazione al risanamento dello Stato. Durnwalder gongola: «Insomma, tempo di tornare a casa e si inizia a lavorare. Mi aspetto risultati entro settembre e ottobre. Letta ha mantenuto l’impegno di venire qui, anche nelle difficoltà romane: un segnale di grande qualità morale».

Il tema «chi c’era, chi non c’era» ha valenza politica. Il governo recepisce l’accordo elettorale Pd-Svp, ma ora in maggioranza c’è anche il Pdl, non invitato al tavolo con la sottosegretaria Michaela Biancofiore, come pure assente l’altro deputato Florian Kronbichler (Sel). Anche da Trento arrivano mugugni per le trattative solitarie di Bolzano. Letta conosce tutte le polemiche e assicura il dialogo: «Sono stupito della rivalità tra Trento e Bolzano. Ho incontrato il presidente Pacher la settimana scorsa. Porteremo avanti i temi dell’autonomia con altrettanta determinazione anche per Trento». E ancora, sempre Letta: «Questo è un dialogo puramente istituzionale tra presidente del Consiglio e presidente della giunta, che sono convinto che si allargherà ad altri soggetti». Delrio su Biancofiore: «Il governo oggi è rappresentato da Letta». Il dialogo, sottolinea Letta, «è la chiave giusta per superare i contrasti creati nei mesi scorsi». Letta punta i riflettori sull’accordo Durnwalder-Delrio sulla segnaletica di montagna della scorsa settimana: «Una svolta culturale, la volontà di guardare al futuro, non solo al passato. Un passato che non può bloccare il dialogo».

L’accordo sulla segnaletica non viene distribuito, ma Delrio conferma che si tradurrà in una norma di attuazione, propedeutica alla modifica della legge provinciale sulla toponomastica: «Senza modifiche sostanziali della legge non ci potrà essere ritiro dell’impugnativa». Probabile il rinvio dell’udienza della Consulta l’8 ottobre. Delrio rivendica: «Ognuno ha accettato un compromesso che valorizza il bilinguismo e la tradizione. Ogni nome è stato sottoscritto da rappresentanti del Commissariato del governo e della Provincia. Assicuro che restano solo in tedesco pochi nomi intraducibili». Terminata la conferenza stampa Letta ha incontrato una delegazione del Pd. Chiusura della visita con cena ristretta al maso Grottner a Fiè e partenza per Roma.

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