LAIIVES. Un bar chiuso da tempo sembra essere diventato un luogo di culto per i residenti di fede musulmana. A quanto pare sta succedendo nella popolosa zona 46, in pieno centro a Laives, alle spalle dell'ufficio postale. Lì, alla base del grande condominio Ipes, c'è un porticato lungo il quale si trovano vari spazi a destinazione commerciale. Diciamo subito che in questo senso hanno sempre fatto moltissima fatica a funzionare, defilati come sono e infatti, dopo vari tentativi e cambi di gestione, quelli che avevano aperto sono stati chiusi più o meno definitivamente oppure destinati ad altro: sono sorti, infatti, la sede di un sindacato e un ambulatorio veterinario.

Ad accorgersi che l'ex baretto starebbe ospitando le riunioni religiose di alcuni cittadini di fede musulmana sono stati gli stessi residenti: «Da qualche tempo - spiega uno dei condomini, sorpresi da tanto movimento - passando da quelle parti avevo notato che nel locale dove un tempo c'era un piccolo bar si stavano effettuando dei lavori. L'altra sera quindi, fuori dalla porta c'erano diverse calzature ben allineate e dentro, alcuni lumini e delle persone a terra che stavano pregando. Lo facevano comunque, ed è bene sottolinearlo, senza creare alcun disturbo ad altri». Almeno ufficialmente il Comune non ne sa nulla e, dopo aver ricevuto la segnalazione, l'assessore Claudia Guarda, referente per il commercio, ha fatto subito un giro di telefonate per inquadrare meglio la situazione: «All'ufficio licenze pare non ci siano richieste per un cambio di destinazione - spiega la Guarda - ma a questo punto voglio approfondire la questione. Chiederò ai nostri vigili urbani prima di tutto di verificare quale uso si stia facendo in questo momento di quel locale in zona 46 e quindi, anche di stabilire se sia possibile eventualmente trasformare lo spazio, seppur piccolo, in un luogo di culto ed eventualmente a quali condizioni rispetto alla sicurezza di chi lo frequenta e alle normative che regolamentano la materia». Prima di tutto c'è da capire se, effettivamente, quel piccolo locale dietro l'ufficio postale sia stato veramente adibito a in pianta stabile a luogo di preghiera per fedeli di religione musulmana e quindi, anche se questo cambio di destinazione, da esercizio pubblico a luogo di culto privato, sia possibile dal punto di vista normativo. È quanto conta di fare al più presto l'assessore Claudia Guarda, proprio per potere poi assumere delle decisioni in merito. Chi abita in zona ipotizza ad esempio che la trasformazione sia stata possibile proprio in considerazione del fatto che prima quello spazio era comunque un luogo pubblico e che perciò non vi sarebbero particolari ostacoli nel trasformarlo in una saletta dove riunirsi alla sera per pregare.

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