BOLZANO. Potrebbe essere passato da Bolzano (ed essere già ripartito) l’ex capo della «Mala del Brenta» Felice Maniero, che ai tempi d’oro era stato ribattezzato «Faccia d’angelo». Il condizionale è d’obbligo perché gli elementi che confermerebbe il suo effettivo passaggio in città sono ancora al vaglio delle forze dell’ordine. Di sicuro, per ora, c’è solamente l’iscrizione al registro delle imprese di Bolzano di un’azienda di depurazione delle acque che fa a capo al figlio di Felice Maniero. Il 14 ottobre è stato formalizzato uno spostamento di sede da Brescia. La scoperta è della trasmissione di Rai Tre Report , secondo la quale è probabile che Maniero abbia fatto tappa a Bolzano, ma anche che - una volta scoperto - se ne sia andato. Ci sono dunque tutti gli elementi per ritenere che Maniero (ha scontato il suo debito con la giustizia nel 2010 con il decadere dell’ultima misura cautelare) sia stato effettivamente nel capoluogo altoatesino. Carabinieri e polizia, almeno per ora, preferiscono peraltro non sbilanciarsi sull’effettivo passaggio di «Faccia d’angelo».

«I due fatti non sono per forza collegati o uno conseguenza dell’altro - puntualizzano gli inquirenti - perché la sede della società a Bolzano non implica che ci siano i titolari. Tutte le società di noleggio auto, ad esempio, hanno la loro sede centrale qui, ma i vertici non si trovano sul nostro territorio».

Qualora Maniero si trovasse davvero nell’ufficio dell’azienda di famiglia, in piazza Mazzini, al campanello ci sarebbe comunque un nome di fantasia. Si tratta di normali precauzioni adottate per tutti i collaboratori di giustizia. A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, la «Mala del Brenta» spaventò l’intero Nordest con rapine, estorsioni e omicidi. Report si è concentrato anche sulla scomparsa della figlia di Maniero: Elena. La ragazza, infatti, era stata trovata morta in un cortile a Pescara e subito si era pensato al suicidio. Ora, però, alcune dichiarazioni trapelate dal carcere di Padova farebbero presupporre che la ragazza potrebbe anche essere stata uccisa. Sulla vita di Maniero ci sono ancora molte questioni aperte e irrisolte. Non è mai stato trovato, ad esempio, il suo «tesoro privato» e molti sono disposti a scommettere che sia stato investito proprio nel settore della depurazione delle acque. Ora resta da capire se il figlio dell’ex boss della «Mala del Brenta» proseguirà qui la sua attività oppure cercherà fortuna in altre città.

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