BOLZANO. Le vecchie Pascoli si stanno trasformando nell'icona del nostro scontento. C'è chi la mette giù dura, le guarda da dentro e dice: sono il fortilizio del degrado e lì, all'ombra dei cortili e degli atrii muscosi succede di tutto. C'è chi si limita a guardarle da fuori e aggiunge: attenti, stanno crollando. In realtà già hanno iniziato. L'altro giorno è stato transennato un intero marciapiede, come dopo un bombardamento. Tanto che ieri il sindaco si è tolto i guanti e ha detto: «Il Comune non è più proprietario dell'edificio. Punto primo. Punto secondo, chi lo è (la Provincia, ndr) faccia quello che le tocca, lo sistemi e lo metta in sicurezza». E poi: «In realtà dovrebbe costruirci il Polo bibliotecario... Per cui cerchi di capire che fare, con questa crisi di Condotte, e lo faccia. Più in fretta che può». Quello che intende dire Caramaschi e che molti ormai si aspettano, è in sostanza questo: dato il fallimento del grande gruppo che aveva vinto l'appalto (ora è commissariato), la legge consente di trasferire il progetto al secondo classificato nella gara, dunque si trasferisca. E le notizia sono queste, adesso. Una ufficiale e una ufficiosa. 1) la prima: al termine di una gara europea la Provincia ha assegnato la direzione lavori. Per la parte generale sarà Federico Pasquali, ingegnere, per quella artistico-arredativa Claudio Lucchin, architetto. Questo passaggio prelude all'assegnazione dell'appalto ma la designazione è per ora monca perché l'appalto è in stand by dai tempi del fallimento Condotte. Il gruppo ha rifiutato il concordato fallimentare proposto dal tribunale, ed è quindi ora guidata da un commissario ma le sue prerogative prevedono, nel caso migliore, la conclusione di opere già in corso, come le Tav fiorentine e venete, ma non quelle ancora prive di progetto esecutivo, come le ex Pascoli. 2): la notizia ufficiosa, emersa da varie fonti anche tecniche, è che di riavvio della procedura si parlerà soltanto dopo le elezioni. Tutto fermo fino al voto. E molto fermo anche dopo, e per parecchi mesi, in attesa di comprendere quale giunta uscirà dalle urne. Particolare, questo, non marginale. La ragione? Eccola: da destra si chiede per le Pascoli un futuro non legato al Polo bibliotecario ma come edificio ristrutturabile in vista di un suo destino di alloggio per anziani. Da parte dei 5Stelle, altri possibili candidati a far parte della giunta, lo si vede come nuova casa di Ötzi, un museo archeologico che porterebbe i flussi turistici oltre ponte Talvera. Ecco perché è sempre più probabile che ogni decisione sia rimandata forse al 2019. Ed ecco anche la ragione per cui l'architetto Claudio Lucchin, in attesa dell'ufficializzazione del suo incarico come direttore lavori per gli interni, dice: «Attenzione, non si spinga troppo in là il momento della decisione: più tempo passa, più prendono forza le posizioni che non vedono nelle vecchie Pascoli il luogo del polo bibliotecario...». E la decisione consiste in questo: stante il blocco di Condotte, assegnare l'incarico per la costruzione al secondo classificato nel bando di concorso. In questo caso un gruppo guidato da Cooperative Carpi con una forte presenza imprenditoriale altoatesina. «Mi risulta oltretutto - prosegue Lucchin - che questa cordata sia giunta seconda per un solo punto...». La volontà politica resta fondamentale ma permangono tempistiche procedurali. «La legge parla chiaro - dice a sua volta Federico Pasquali - ma è altrettanto evidente che il passaggio dal primo classificato nel concorso, al secondo, non sia automatico. Ci sono da osservare passaggi burocratici e verifiche procedurali. Quindi...». Quindi i compiti dei due direttori dei lavori sono per adesso congelati.

Il nodo è tuttavia questo: quanto potranno aspettare le vecchie Pascoli? Perché i pericoli arrivano da due fronti: quello materiale e quello politico. Il primo sta iniziando a creare problemi e lo fa in modo molto visibile. Erbacce, luoghi non controllabili, possibilità di spaccio e di notti inquiete all'interno delle aule dismesse e dei cortili senza luce. Questo dentro. Fuori invece, le mura iniziano ad avvertire l'usura del tempo. Il secondo fronte è quello che più preoccupa in vista delle elezioni: sono ormai molte le forze politiche (fino ad ora all'opposizione) dalla Lega alla destra, ai grillini, che contestano il grande progetto del Polo bibliotecario. Se dall'opposizione passassero al governo, ecco che il destino delle scuole potrebbe essere ridisegnato.