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BOLZANO. Quando tre anni fa Stefano Favaretto decise di lasciare il lavoro da dirigente alla Caritas per dedicarsi all’arte forse non si immaginava, a 46 anni, di entrare nelle case delle star di Hollywood. La magia dei social network, però, ha permesso alle sue fotografie di essere apprezzate anche Oltreoceano aprendo al bolzanino nuove sorprendenti prospettive. «Pubblico regolarmente le mie opere su Instagram. Si tratta di fotografie lavorate con giochi di specchi e luci in modo da creare nuove figure uniche. Sono quadri, ma avevo deciso di creare anche una tazza da caffé con un frammento di minerale nel quale ho individuato un angelo». A vederlo è Jo Champa, attrice americana di origine italiana che ha recitato in decine di film e serie televisive.
È anche l’ex compagna di Massimo Troisi e del produttore Joseph Farrell (il primo a ideare i trailer). «Mi ha commentato la foto spiegandomi la sua idea di arte fotografica come ricerca di un qualcosa che sfugge all’occhio umano. Una connessione tra materia e spirito colta in un attimo. La negazione del concetto stesso della riproducibilità della fotografia. È la mia stessa impostazione artistica. La sorpresa, però, è stata la sua richiesta di avere due tazze. Il mio era ancora un test quindi mi sono organizzato per produrle. Ha voluto anche due quadri per appenderli in casa». Jo Champa è rimasta talmente conquistata da farsi promotrice nello star system. «È molto amica di Nicole Kidman e Denzel Washington. Anche a loro ha mostrato i miei lavori. Mi hanno scoperto anche i coniugi Zemekis (il regista di Ritorno al Futuro)». Le foto di Favaretto rischiano persino di entrare in un film. «Sono stato contattato da un famoso produttore italiano che sta realizzando un film a Hollywood con diversi attori di livello. Mi ha chiesto di inserire alcune mie opere nella scenografia». Favaretto ha lavorato per molti anni come dirigente Caritas.
«Ho deciso di non aspettare la pensione per godermi la mia passione. Una scommessa perché i primi anni sono solo investimenti e pochi ricavi. Devi viaggiare molto». Favaretto ha superato ampiamente i confini: «Mi rappresentano una galleria di Zurigo e la Boesso Art Gallery di Bolzano. Sono riuscito ad esporre a New York, Singapore, Shangai ma anche nel meraviglioso Palazzo Ducale di Massa. Vedere il mio stendardo al vento su un palazzo così imponente è stato un tuffo al cuore». L’ultima frontiera di Favaretto è la stampa su marmo di Lasa e ardesia. «Uso i minerali al posto della carta. Acquisto la materia prima in Pakistan e Marocco poi vado all’estero per stamparle. L’arte rende il mondo più vicino».
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DI STEFANO FAVARETTO
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